<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829</id><updated>2012-01-01T10:18:36.797+01:00</updated><category term='Teen Star'/><category term='Don Ottorino'/><title type='text'>Granelli di Senape: diario di una crescita interiore</title><subtitle type='html'>Riflessioni, recensioni e pensieri sparsi, purchè non vadano persi o restino soli e non condivisi.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>69</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-3033230154749092640</id><published>2012-01-01T10:18:00.001+01:00</published><updated>2012-01-01T10:18:36.827+01:00</updated><title type='text'>Con Cristo nel cuore, nella famiglia, nel lavoro, nella comunità</title><content type='html'>Con il carisma di Don Ottorino Zanon si realizzano le parole del Santo Padre: "Far riscoprire la bellezza e l’attualità della fede non come atto a sé, isolato, che interessa qualche momento della vita, ma come orientamento costante, anche delle scelte più semplici, che conduce all’unità profonda della persona rendendola giusta, operosa, benefica, buona". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-3033230154749092640?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/3033230154749092640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=3033230154749092640' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3033230154749092640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3033230154749092640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2012/01/con-cristo-nel-cuore-nella-famiglia-nel.html' title='Con Cristo nel cuore, nella famiglia, nel lavoro, nella comunità'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7685482310124541733</id><published>2011-08-19T23:57:00.001+02:00</published><updated>2011-08-20T00:02:05.697+02:00</updated><title type='text'>Amore e dolore</title><content type='html'>L’amore dà senso al dolore, è segno di vera umanità. Soffrite con e per gli altri, per la verità e la giustizia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7685482310124541733?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7685482310124541733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7685482310124541733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7685482310124541733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7685482310124541733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/08/amore-e-dolore.html' title='Amore e dolore'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2875106728194597019</id><published>2011-08-17T05:44:00.000+02:00</published><updated>2011-08-18T01:04:21.884+02:00</updated><title type='text'>Donare-Perdonare</title><content type='html'>Molti di noi sono peccatori mediocri che si aiutano con le bugie ritenute "necessarie". Siamo pigri e svogliati, di tanto in tanto ci lasciamo trasportare da pensieri cattivi o perdiamo la calma. Ma del resto ci consoliamo del fatto che non ammazziamo nessuno, non siamo colpevoli di nessuna bestemmia, non commettiamo nessun crimine. E allora qual è il pericolo? Il pericolo è che si sia un po' pieni di noi stessi, soddisfatti delle nostre prestazioni morali. Siamo insomma dei peccatori mediocri e in questa mediocrità c'è un germe di autocompiacimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è una prima prospettiva necessaria per porsi nella predisposizione d'animo al perdono. Perdonare sé stessi infatti insegna a perdonare gli altri: come l'amore verso sé stessi è il metro di misura per l'amore verso il prossimo. Un'altra prospettiva altrettanto necessaria è decidere di analizzare le radici del conflitto. Molti di noi sanno quanto sia  opprimente il conflitto e quanto sia penoso serbare rancore verso qualcuno. Ecco che il perdono è la soluzione che racchiude in se una grande sfida: dimostrare la nostra grandezza umana rinunciando allo sfruttamento delle possibilità d'azione, anche quando ne avremmo tutti i diritti. Attraverso questa rinuncia si aprono nuove porte, nuove possibilità di unione e di rapporto. Questo il gesto che viene richiesto all'atto del perdono; il ridimensionamento dell'io che porta alla rinuncia del nostro potere. Solo allora «perdonare» e «donare» si metteranno in relazione. &lt;br /&gt;Solo attraverso il perdono infatti fratture dolorose possono trasformarsi in salutari aperture verso Dio e il dono del perdono rende possibile un nuovo inizio anche là dove il bilancio di una vita sembra essere estremamente negativo. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2875106728194597019?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2875106728194597019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2875106728194597019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2875106728194597019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2875106728194597019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/08/donare-perdonare.html' title='Donare-Perdonare'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-3212575232687648200</id><published>2011-08-14T15:07:00.000+02:00</published><updated>2011-08-14T15:07:06.572+02:00</updated><title type='text'>EVANGELIZZARE, FIDUCIA E AMICIZIA</title><content type='html'>Secondo la  tradizione, alla fine della sua vita San Franceso di Assisi confidò a uno dei  suoi amici, frate Tancredi, quanto segue:"Il Signore ci ha mandato tra gli  uomini per annunciare il vangelo. Ma hai riflettuto che cosa significa  evangelizzare la gente? Portare il vangelo ad un persona significa&amp;nbsp; dirgli:  anche tu sei amato da Dio in nostro Signore Gesù Cristo. E non basta solo  dirglielo, ma bisogna pensarlo veramente, e non basta solo pensarlo, ma  bisogna comportarsi con lui in modo tale che senta&lt;br /&gt;e scopra che dentro di lui  si nasconde qualcosa che è stato redento, qualcosa che è più grande e più  nobile di quanto pensasse. Cioè: annunciargli la buona novella. Lo puoi fare  solo se gli offri la tua amicizia. Un'amicizia vera , disinteressata, non  accondiscendente, che è fatta di fiducia e stima profonda.&lt;br /&gt;Bisogna  avvicinarsi alla gente... Dobbiamo essere in mezzo a loro, come testimoni di  pace di Dio onnipotente, come uomini privi di avidità e disprezzo. Sarà la  nostra amicizia che li farà sentire amati da Dio e redenti in Gesù Cristo". &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-3212575232687648200?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/3212575232687648200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=3212575232687648200' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3212575232687648200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3212575232687648200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/08/evangelizzare-fiducia-e-amicizia.html' title='EVANGELIZZARE, FIDUCIA E AMICIZIA'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-1413858245423381265</id><published>2011-06-15T00:06:00.006+02:00</published><updated>2011-06-16T14:30:48.139+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Don Ottorino'/><title type='text'>Don Ottorino Zanon: di te mi ha colpito come amavi Gesù</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-nvWcpgb-9-c/Tfn274UCYTI/AAAAAAAAACw/AqsK5dznIyw/s1600/Don%2BOttorino%2BZanon%2B%25284%2529.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-nvWcpgb-9-c/Tfn274UCYTI/AAAAAAAAACw/AqsK5dznIyw/s320/Don%2BOttorino%2BZanon%2B%25284%2529.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618793518710546738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Caro Don Ottorino, di te ecco cosa mi ha colpito subito: quando ho letto alcune delle tue meditazioni, mi sembrava di averti conosciuto da sempre. Come si dice spesso, mi sei sembrato uno di famiglia. La cosa che più mi ha impressionato? E' come il tuo rapporto spirituale con Gesù diviene atto pratico nella quotidianità. Sentire Gesù sempre presente come una persona fisica con cui parlare, chiedere consiglio, guardare negli occhi, amare e sentirsi amato, nonostante tutto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però per ottenere questo fino in fondo e fare in modo che sia fede e non abitudine, ho sperimentato quanto sia necessario ricorrere periodicamente a quello che tu, Don ottorino, chiamavi lo svuotamento di se, l'affidamento totale alla volontà di Dio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è poco da fare quando è dura,  è dura! Allora ci vuole la contemplazione della passione di Gesù: passando per lo svuotamento di se, fidandosi ciecamente dell'amore del Padre, Gesù ha vinto la morte con la gioia della resurrezione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-1413858245423381265?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/1413858245423381265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=1413858245423381265' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1413858245423381265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1413858245423381265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/06/don-ottorino-zanon-di-te-mi-ha-colpito.html' title='Don Ottorino Zanon: di te mi ha colpito come amavi Gesù'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-nvWcpgb-9-c/Tfn274UCYTI/AAAAAAAAACw/AqsK5dznIyw/s72-c/Don%2BOttorino%2BZanon%2B%25284%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-4538327360222714127</id><published>2011-05-28T23:47:00.002+02:00</published><updated>2011-06-17T17:46:48.313+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teen Star'/><title type='text'>TeenStar i cinque petali della vita affettiva</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.parrocchiagesuoperaio.it/cms/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=1175&amp;amp;Itemid=56"&gt;PROSSIMO CORSO A MONTEROTONDO (ROMA) DAL 17 AL  20 NOVEMBRE 2011&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Schiacciati dalla pressione ambientale e mediatica, adolescenti e giovani si augurano un discorso autentico sulla loro formazione personale e sessuale. Il metodo TeenStar è nato per iniziativa di una suora missionaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per guidare l’auto non basta sapere come si allacciano le cinture di sicurezza, per vivere una sessualità equilibrata non basta avere imparato come si usa il preservativo. È il paragone crudo ma efficace che don Angelo Zucchi, parroco a Grugliasco, periferia di Torino, sceglie per illustrare l’impegno dell’associazione internazionale «TeenStar», attiva in Italia dal 2004 per formare educatori capaci di affiancare gli adolescenti negli anni più delicati dello sviluppo fisico e affettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dispetto di tanti slogan pubblicitari, il preservativo – cioè la «tecnica» sessuale – non è il segreto della felicità. Senza scomodare la morale, basterebbe il buon senso per capire… Ma oggi quello che manca a tanti giovani è proprio il buon senso, la capacità di riflettere su se stessi, la pazienza di ascoltarsi e interpretare il significato dei sentimenti, il linguaggio del corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il metodo «TeenStar» arriva dagli Stati Uniti proprio per aiutare i giovanissimi a riflettere su se stessi, corpo e psiche, affetti, dimensione spirituale. Ha mosso i primi passi negli anni Ottanta su iniziativa di una suora missionaria, la ginecologa Hanna Klaus, che rientrava in Occidente dopo decenni di missione quando si rese conto della profonda crisi dei giovani, un nuovo «terreno di missione»: giovani con una vita affettiva sempre più disorientata. Per raggiungere gli adolescenti l’associazione&lt;br /&gt;TeenStar (www.teenstar.it), ormai diffusa in 40 Paesi del mondo, investe sulla formazione degli educatori e degli insegnanti. Dal 2004 ha tenuto in Italia i primi apprezzati corsi in provincia di Napoli, Varese, Torino, Milano. Da un corso tenuto a Torino nel 2008 è nata una squadra di giovani educatori che recentemente hanno attivato gruppi di educazione affettiva per adolescenti presso una scuola di Grugliasco e presso la vicina parrocchia di Santa Maria, retta da don Zucchi. Esperienze analoghe sono sorte in altre zone d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Eravamo convinti che un corso del genere fosse utile – osserva il parroco di Santa Maria – ma ne abbiamo avuto conferma soprattutto sul campo, vedendo come si comportano 15 ragazzi di terza media e prima superiore: non è vero, come pensano i genitori, che i giovani su queste tematiche sanno tutto, in realtà c’è un’ignoranza spaventosa. Se l’informazione è il primo livello da soddisfare, il metodo TeenStar va oltre, perché fa educazione, ossia lavora sul significato, sui valori fondanti che stanno alla base di tali temi, che di solito nella nostra società vengono taciuti per parlare direttamente degli aspetti tecnici, quali la contraccezione, senza che nessuno o quasi si preoccupi del resto.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli educatori formati con il metodo TeenStar aiutano i giovani a decidere in modo libero e responsabile circa i comportamenti da assumere nei rapporti interpersonali. La durata del corso che li prepara a questo servizio dura 4 giorni, 8 ore al giorno; il costo si aggira attorno ai 200 euro, a copertura delle spese organizzative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa metà degli argomenti proposti ai futuri educatori è di carattere antropologico-filosofico: riguarda il rapporto tra anima e corpo così come è stato studiato nelle varie epoche e culture, da Platone ai giorni nostri, con espliciti riferimenti al Magistero della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il 20% si parla di fisiologia, dovendo spiegare com’è fatto il corpo umano; per un altro 20% si toccano argomenti di endocrinologia, visto il ruolo che hanno gli ormoni nel determinare la natura umana; per un ultimo 10% vengono esaminati i metodi contraccettivi. Questo l’elenco dettagliato dei temi: inizio della vita umana; anatomia e fisiologia dell’apparato riproduttivo; sviluppo fisico ed emozionale dell’adolescente; significato della sessualità nell’amore umano; educazione all’assertività e la volontà; l’intimità; il ciclo mestruale; riconoscimento della fertilità; significato della relazione sessuale; metodi di pianificazione familiare (azione, effetti, aspetti etici); malattie a trasmissione sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Da esperto del mondo della scuola – spiega Nicola Coccia, dirigente scolastico presso l’Istituto Romero di Rivoli e vicepresidente del TeenStar in Italia –– ritengo che sia utile formare persone in grado di padroneggiare i temi collegati alla sfera affettiva in modo completo e diverso da quello proposto abitualmente dalla nostra società: l’idea di fondo è quella di fornire gli strumenti per rea-lizzare nel modo giusto il precetto di sant’Agostino: ‘Ama e fai quello che vuoi’».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema didattico di TeenStar (l’espressione inglese «star», «stella», rimanda alla composizione poliedrica dell’essere umano: sentimenti, corporeità, intelletto, relazioni sociali) è marcatamente americano. Non si limita all’erogazione di conferenze sui vari temi, ma esige il coinvolgimento dei partecipanti, chiamati a mettere in scena gli argomenti via via trattati, secondo la consuetudine dei workshop d’oltreoceano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«I monitoraggi compiuti sui giovani che seguono il percorso TeenStar – conclude il prof. Coccia – rivelano che una percentuale significativa di essi decide di rinviare l’attività sessuale a tempi più maturi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spiegare le cose è più faticoso che ignorarle. Ma il risultato merita: si formano le coscienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PUNTI DI RIFERIMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La TV è la fonte di informazione più qualificata sulla sessualità per oltre 300 mila teenager italiani. Secondo una recente indagine internazionale è infatti ritenuta il punto di riferimento da ben il 10% di essi, la stessa percentuale di chi si rivolge in primo luogo a insegnanti, fratelli o sorelle. Ed è il primato europeo. Una responsabilità educativa che grava su conduttori, speaker e volti noti, spesso impreparati ad affrontare con competenza questi temi. «Quando si toccano argomenti che riguardano l’educazione sessuale vanno utilizzate grandi prudenza e professionalità – spiega Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo). – Nel nostro Paese le esperienze sono a macchia di leopardo e probabilmente richiedono una strategia illuminata. Nelle scuole non viene sempre insegnata, anche se il 64% degli studenti lo chiede e il 44% auspica più dialogo su questi temi a casa. In mancanza di punti di riferimento gli adolescenti – spiega Vittori – si rivolgono a Internet, radio e piccolo schermo: gli idoli dello spettacolo possono quindi influenzarli con comportamenti e messaggi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di ALBERTO RICCADONNA&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fonte:http://biesseonline.sdb.org/bs/articolo.aspx?newsID=8275&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-4538327360222714127?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://biesseonline.sdb.org/bs/articolo.aspx?newsID=8275' title='TeenStar i cinque petali della vita affettiva'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/4538327360222714127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=4538327360222714127' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4538327360222714127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4538327360222714127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/05/teenstar-i-cinque-petali-della-vita.html' title='TeenStar i cinque petali della vita affettiva'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2561365506534684542</id><published>2011-05-25T14:51:00.001+02:00</published><updated>2011-05-25T14:53:57.961+02:00</updated><title type='text'>Il silenzio di questo gelido mondo</title><content type='html'>&lt;div&gt;di Piergiorgio Liverani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una decina di giorni prima di Natale il Tribunale Europeo dei diritti umani sentenziava che non esiste un diritto all’aborto, ma è come se non l’avesse affermato, perché (salvo Avvenire) nessun giornale o tv ne ha parlato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno precedente era stata inaugurata a Empoli un’altra culla per la vita. Il giorno successivo Rai 3 mandava in onda uno spot a favore dell’eutanasia. Poi il Natale e, tra poco, la Giornata per la vita nel prevedibile silenzio stampa. È uno strano calendario, questo, che fa pensare. Ecco il pensiero di un quotidiano a proposito della culla di Empoli: «Vergognosa iniziativa, palesemente contraria alle leggi vigenti, ulteriore attacco ai diritti di scelta delle donne, che ci riporta indietro nel medioevo più oscurantista».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati 32 anni dalla legalizzazione dell’aborto e quelli legali superano di molto i cinque milioni (quelli clandestini più quelli della pillola del giorno dopo sono molti di più), ma la cultura laicista è ancora ferma all’autodeterminazione, ai diritti della donna, al “conflitto” tra questi e quelli del figlio in grembo e all’IVG a spese dello Stato, cioè nostre. Questo gelido mondo parla dell’aborto, nel migliore dei casi, come di una sconfitta. I media, che pubblicano o trasmettono a non finire editoriali e programmi di analisi dei fenomeni politici e simili, non spendono una riga per una strage di cui non ci si può più fermare ai numeri. Le parole amore, cuore e accoglienza sembrano non esistere, sostituite come sono da libertà, scelta e diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure quei milioni di esserini buttati come rifiuti speciali ospedalieri, quelle migliaia di prede della sindrome post-aborto tanto diffusa quanto taciuta dalle rubriche mediche dei media e il contrasto fra tutto ciò e le tragedie sublimi di tante mamme che si lasciano divorare dal cancro perché il male non intacchi colui che hanno nel grembo, le madri che scambiano vita per vita (mai vita contro vita) per non tradire il loro cuore di donna dovrebbero far riflettere almeno i mediatici e tuttologi maître-à-penser. Ma chi di costoro si pone l’interrogativo se sia una cosa o un figlio quello che arriva e perché, invece di gioia e speranza, susciti pensieri e gesti di morte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ci sono tendenze culturali che cercano di anestetizzare le coscienze», ricordava Benedetto XVI alla veglia per la vita nascente dei primi vespri d’Avvento. Nell’uomo che si va formando la trista scienza non sa più vedere l’umanità, ma ne sa cogliere almeno la specie e il destino; e anche se è scarso di fede, il Paese è ricco di eredità cattoliche. Dunque i motivi di una meditazione sulla tragedia che si ripete almeno 16 volte ogni ora, una volta ogni quattro minuti (calcoli sui soli dati ufficiali) non mancano. Il Dio in cui malamente crediamo, ma che ancora condiziona la nostra società, il Dio che ha creato l’uomo e che si fa carne, ha detto il Papa, santifica questa e il grembo – qualsiasi grembo di donna – che l’accoglie.  «Incarnazione divina e vita umana sono connesse in un unico disegno salvifico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli iper-evoluzionisti dovrebbero bastare i fiochi Lumi d’un tempo per chiedersi se sia meglio un uomo creatura divina e, dunque, persona oppure un animale super-evolutosi per caso. E se e come il caso possa produrre dignità, rispetto, diritto, ascolto e amore. Nessun uomo nasce per caso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2561365506534684542?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.puntofamiglia.net/it/index.php?mact=News,cntnt01,detail,0&amp;cntnt01articleid=905&amp;cntnt01origid=15&amp;cntnt01detailtemplate=simple_evidenza_login&amp;cntnt01returnid=77' title='Il silenzio di questo gelido mondo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2561365506534684542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2561365506534684542' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2561365506534684542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2561365506534684542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/05/il-silenzio-di-questo-gelido-mondo.html' title='Il silenzio di questo gelido mondo'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-4914115596546055315</id><published>2011-02-23T11:54:00.002+01:00</published><updated>2011-02-23T12:21:15.272+01:00</updated><title type='text'>Itinerario vocazionale biblico-francescano</title><content type='html'>“Itinerario vocazionale biblico-francescano per ragazze dai 18 ai 35 anni proposto dalle Sorelle Clarisse di Albano”&lt;br /&gt;Le date sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25-27 marzo 2011 “ Amati”&lt;br /&gt;20-22 maggio2011 “Chiamati”&lt;br /&gt;8-10 luglio 2011 “Riconciliati”&lt;br /&gt;Gli incontri avranno inizio il venerdì pomeriggio e termineranno la domenica pomeriggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni:&lt;br /&gt;Clarisse, Monastero “Immacolata Concezione” Piazza Pia, 3 – Albano Laziale (RM)&lt;br /&gt;Tel. 06.9320221&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-4914115596546055315?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.clarissealbano.it' title='Itinerario vocazionale biblico-francescano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/4914115596546055315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=4914115596546055315' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4914115596546055315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4914115596546055315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/02/itinerario-vocazionale-biblico.html' title='Itinerario vocazionale biblico-francescano'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-5504331441605955752</id><published>2011-01-11T13:11:00.002+01:00</published><updated>2011-01-11T13:12:41.097+01:00</updated><title type='text'>«Ma quanto mi ascolti?»</title><content type='html'>&lt;em&gt;Don Stefano Guarinelli, sacerdote e psicologo meneghino, invitato a Pisa per tenere - sabato 20 novembre nell’aula magna dell’Istituto Santa Caterina - un seminario su «La questione dell’ascolto nella coppia»: «Nella vita di coppia talora mancano il tempo e le capacità per entrare ciascuno nel mondo dell’altro»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Pisa, Istituto S. Caterina - Sabato 20 Novembre, ore 15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola e Marzia sono sposati da 22 anni. Lui progetta software per navigatori satellitari ma non sa far bollire un uovo, lei non sa come funziona il navigatore ma eccelle nella preparazione della torta Sacher, di cui lui è ghiotto. Nicola non sa come si preparano impasto e glassa, ma sa di tutto il tempo e la passione che Marzia mette nella preparazione di quel dolce squisito, omaggio prezioso alla loro vita di sposi. E quando lei lo porta in tavola, lui esclama puntualmente «Marzia è un mito!». La loro storia è racchiusa nel libro «Tra moglie e marito… Quaranta brevi storie di vita familiare» (Edizioni Ancora, Milano), capitolo «Torte e microprocessori».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne è autore don Stefano Guarinelli, psicologo clinico dell’équipe di consulenza psicologica del Seminario arcivescovile di Milano, già professore di Psicologia pastorale alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, docente incaricato all’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana di Roma, e responsabile di redazione della rivista di psicologia, spiritualità e formazione «Tredimensioni» dell’editrice Ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarinelli sarà relatore al seminario «La questione dell’ascolto nella coppia», promosso dal Servizio per la pastorale familiare dell’arcidiocesi di Pisa, in programma il prossimo sabato 20 settembre dalle ore 15 al seminario arcivescovile «Santa Caterina»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Intervista rilasciata a Graziella Teta del settimanale diocesano Vitanova-ToscanaOggi da Don Stefano Guarinelli.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cosa ci insegna la storia di Nicola e Marzia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La loro è una bella storia di due persone diverse, negli interessi, nei gusti, nelle attitudini, ma capaci di rispettare, amare e godere della diversità e della ricchezza dell’altro. Nella vita di coppia talora mancano il tempo e le capacità per entrare ciascuno nel mondo dell’altro. E il rischio può essere quello di giungere a ritenere che il mondo dell’altro non esista: che il suo lavoro non esista o non sia importante, soltanto perché diverso dal mio o perché incomprensibile per le mie conoscenze; che i suoi interessi e i suoi sentimenti non esistano; insomma, che alla fin fine... ci sono solo io».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come evitare questo rischio? Come superare l’individualismo e rafforzare l’unione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Cominciando a sgombrare il campo dai falsi miti, spesso indotti dalla cultura dominante che spinge alla continua ricerca del benessere a tutti i costi, introducendo anche nelle coppie eccessive pretese ed aspettative. Non bisogna calcare troppo sull’aspetto emotivo (no, dunque, a emozioni e sentimentalismi da consumo immediato) perché non è la misura della qualità del rapporto, e spesso porta a diagnosi sbagliate. Quando pare di non “sentire” più nulla per l’altro, che l’armonia non c’è più, non vuol dire che il matrimonio sia finito. Meglio praticare un sano realismo, imparando a mettersi nei panni dell’altro, a guardare le cose anche dal suo punto di vista, senza vederne solo le mancanze. La via della guarigione delle coppie “malate” passa dall’accettazione di se stessi e dell’altro, e punta alla “volontà” di amare (non solo di “sentire”) e alla progettualità dell’unione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci offre un esempio di coppia unita da volontà e progettualità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Mi ha colpito la storia di Rosanna Banfi, figlia del noto attore Lino Banfi, che ai media ha presentato una bella immagine di unione matrimoniale. Colpita dal cancro, lei aveva perso i capelli in seguito alla chemioterapia; anche il marito Fabio si fece rapare a zero. Ai giornalisti che gli chiedevano motivo del gesto, lui ha risposto che vedere entrambi i genitori senza capelli avrebbe aiutato il loro figlioletto, abituandolo al nuovo “stato”; e aggiungendo che, anche con quel gesto simbolico, “voleva condividere” con la moglie il duro percorso della malattia e della cura, impegnandosi per superarlo insieme».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo lei, le coppie cristiane sono più capaci di affrontare le crisi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Purtroppo, constato ogni giorno che in molte coppie cristiane non c’è la consuetudine di leggere il Vangelo e di pregare con il Vangelo. Se lo facessero, ci sarebbero ricadute benefiche nella coppia. E spiego perché: la Scrittura è densa di conflitti, sofferenze, dolori, incomprensioni. Pensiamo, per esempio, alla sacra famiglia (Luca 2,41) e al racconto di Gesù dodicenne cercato per tre giorni e poi ritrovato al tempio di Gerusalemme, intento ad ascoltare ed interrogare i dottori. Rivolgendosi ai genitori chiede: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?». Loro non compresero, e sua madre conservava queste cose nel suo cuore. Che cosa ci insegna dunque la Scrittura, che appare frammentata? Che essa si armonizza con l’avvento di Gesù, «chiave interpretativa» della Parola nel suo complesso, ma che questo non significa immediatamente che tutto diventi facile o senza tensioni. E qui colgo l’analogia con una possibile chiave interpretativa per la coppia, alla ricerca di benessere e appagamento; ossia, vivere come e con la Parola, impegnandosi a trovare l’unità nella frammentazione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, come possiamo vivere bene il matrimonio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«In modo “dinamico”, accettando e gestendo conflitti e cambiamenti, con la consapevolezza che il declino (o meglio l’evoluzione affettiva e dell’intimità) non rappresenta necessariamente la fine del rapporto; il cambiamento è iscritto nella logica dello sviluppo della relazione (lo stesso è per la fede: non è sempre al massimo! Eppure c’è, anche nei momenti più “tiepidi”…). Questi sviluppi vanno vissuti bene, non come fallimenti, considerando che il progetto che ha unito la coppia al momento del matrimonio è in continuo divenire, si evolve nel tempo. Ed esorto le coppie a conoscere e praticare la Parola: vivere insieme nell’unità di Cristo porta loro benessere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunicazione e l’ascolto quanto aiutano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Comunicare significa “mettere in comune”, non esternare a tutti i costi per sopraffare l’altro cercando di portarlo nel proprio “campo”. Idealizzare la comunicazione, farne un valore assoluto, porta a frustrazioni e fallimenti. Dialogare sì, ascoltare certo: ma come si deve fare con la Parola. Maria c’insegna: occorre “farla venire a sé, meditandola e conservandola nel cuore”; pur senza comprenderla fino in fondo, essa ci parla e ci migliora. Ascolto, quindi, è più che capire: capire impegna la mente, ascoltare apre il cuore all’altro».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle coppie in crisi vale suggerire dunque la «cura spirituale», l’unica in grado di guarire e dare gioia non passeggera: per mantenere la promessa reciproca di amarsi e rispettarsi, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, tutti i giorni della vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-5504331441605955752?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/5504331441605955752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=5504331441605955752' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5504331441605955752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5504331441605955752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2011/01/ma-quanto-mi-ascolti.html' title='«Ma quanto mi ascolti?»'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7941442946105279006</id><published>2010-05-06T17:57:00.000+02:00</published><updated>2010-05-06T17:59:47.365+02:00</updated><title type='text'>Condividere</title><content type='html'>Tanta parte della nostra sofferenza deriva non soltanto dalla nostra situazione dolorosa, ma dal nostro sentimento di essere isolati nel nostro dolore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7941442946105279006?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7941442946105279006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7941442946105279006' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7941442946105279006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7941442946105279006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2010/05/condividere.html' title='Condividere'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-1983607040195583554</id><published>2010-04-30T12:39:00.000+02:00</published><updated>2010-04-30T12:41:12.595+02:00</updated><title type='text'>Relazione intima tra gioia e speranza</title><content type='html'>Vi è una relazione intima tra gioia e speranza. Mentre l'ottimismo ci fa vivere come se presto un giorno le cose dovessero andare meglio per noi, la speranza ci libera dalla necessità di prevedere il futuro e ci consente di vivere nel presente, con la profonda fiducia che Dio non ci lascerà mai soli, ma adempirà i desideri più profondi del nostro cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Henri Nouwen, Vivere nello Spirito,Queriniana, Brescia, 1995&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-1983607040195583554?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/1983607040195583554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=1983607040195583554' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1983607040195583554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1983607040195583554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2010/04/relazione-intima-tra-gioia-e-speranza.html' title='Relazione intima tra gioia e speranza'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-1520513587528960503</id><published>2010-04-27T13:50:00.002+02:00</published><updated>2010-04-27T13:52:01.786+02:00</updated><title type='text'>Padre. Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della Chiesa?</title><content type='html'>&lt;p&gt;A me è piaciuto davvero molto. Ne consiglio la lettura anche&lt;br /&gt;ai cristiani laici. vl&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9518483&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1"&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9518483&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/9518483"&gt;Padre - Massimo Camisasca&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/sancarlo"&gt;Fraternità san Carlo&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com/"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-1520513587528960503?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/1520513587528960503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=1520513587528960503' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1520513587528960503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1520513587528960503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2010/04/me-e-piaciuto-davvero-molto.html' title='Padre. Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della Chiesa?'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-5641368975613181625</id><published>2010-02-23T14:25:00.004+01:00</published><updated>2010-02-23T14:30:48.103+01:00</updated><title type='text'>Era anche la mia scuola e lei, la mia maestra</title><content type='html'>Quanti ricordi, che emozione solo a rivedere quegli ambienti.&lt;br /&gt;Lei la mia cara maestra Maria. Ha lasciato si, un segno indelebile, una traccia verso il bene e l'amore per lo studio che, ancora custodisco nel cuore.&lt;br /&gt;Grazie Magliano e grazie Signora Maestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito complimenti ragazzi, davvero simpatico questo video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-lsDt9tK91E&amp;amp;color1=0xb1b1b1&amp;amp;color2=0xcfcfcf&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-lsDt9tK91E&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-5641368975613181625?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/5641368975613181625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=5641368975613181625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5641368975613181625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5641368975613181625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2010/02/era-anche-la-mia-scuola-e-lei-la-mia.html' title='Era anche la mia scuola e lei, la mia maestra'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-6583222697471084023</id><published>2010-01-15T23:22:00.001+01:00</published><updated>2010-01-15T23:27:32.630+01:00</updated><title type='text'>Le sobrietà del nostro stile di vita può aiutare a recuperare il senso della dignità delle vita in ogni condizione.</title><content type='html'>L’uso distorto dei beni e un dissennato consumismo possono, anzi, sfociare in una vita povera di senso e di ideali elevati, ignorando i bisogni di milioni di uomini e di donne e danneggiando irreparabilmente la terra, di cui siamo custodi e non padroni. Del resto, tutti conosciamo persone povere di mezzi, ma ricche di umanità e in grado di gustare la vita, perché capaci di disponibilità e di dono. &lt;br /&gt;Anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un’occasione di crescita. Essa, infatti, ci spinge a riscoprire la bellezza della condivisione e della capacità di prenderci cura gli uni degli altri. Ci fa capire che non è la ricchezza economica a costituire la dignità della vita, perché la vita stessa è la prima radicale ricchezza, e perciò va strenuamente difesa in ogni suo stadio, denunciando ancora una volta, senza cedimenti sul piano del giudizio etico, il delitto dell’aborto.Proprio il momento che attraversiamo ci spinge a essere ancora più solidali con quelle madri che, spaventate dallo spettro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza, e ci impegna a manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza. Ci fa ricordare che, nella ricchezza o nella povertà, nessuno è padrone della propria vita e tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla come un tesoro prezioso dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale. &lt;br /&gt;CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE &lt;br /&gt;Dal "Messaggio per la 32ª Giornata Nazionale per la vita" (7 febbraio 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-6583222697471084023?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/6583222697471084023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=6583222697471084023' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6583222697471084023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6583222697471084023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2010/01/le-sobrieta-del-nostro-stile-di-vita.html' title='Le sobrietà del nostro stile di vita può aiutare a recuperare il senso della dignità delle vita in ogni condizione.'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7184898947345752872</id><published>2009-09-02T14:34:00.001+02:00</published><updated>2009-09-02T14:38:27.937+02:00</updated><title type='text'>Intervista a Lorenzo Ornaghi. Educazione. Un'emergenza?</title><content type='html'>Emergenza educativa: il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Lorenzo Ornaghi interviene su numerosi temi legati al mondo dell’educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Come arrivano in un’Università gli allarmi relativi all’emergenza educativa? Esiste secondo lei questa emergenza? Quali sono i segni che la mettono in evidenza?&lt;br /&gt;Che esista un’emergenza educativa e che essa si manifesti in modi non solo numerosi e multiformi, ma anche assai pervasivi, è constatazione sempre più diffusa. Lo è tra i genitori e, in particolare, tra chi opera nel mondo dell’educazione scolastica. Lo è anche nell’opinione pubblica e sugli strumenti di comunicazione, che ormai con grande frequenza registrano alcuni aspetti di una simile emergenza, talvolta amplificando i casi abnormi o più vistosi. Poiché siamo di fronte (o – per essere più precisi – pericolosamente in mezzo) a una vera e propria ‘emergenza’, credo che sia importante capirne i fattori profondi e, pur senza drammatizzare, saperne cogliere anche i più piccoli segnali di allarme. Il ‘problema’ educativo si è rapidamente trasformato in ‘emergenza’ non solo – come accennavo – per la pervasività sociale delle sue conseguenze, ma anche perché è sembrato cogliere di sorpresa una società (se così si può dire, in termini sintetici e forse un po’ troppo generici e deresponsabilizzanti) disattenta o impreparata. Personalmente sono convinto che l’Università debba riflettere senza infingimenti o illusioni sulla sua odierna funzione educativa, e debba vigilare il più possibile prestando ascolto ai tanti segnali di allarme. Anche nelle aule universitarie si riscontra in questi anni una mutata ‘disposizione d’animo’ (non saprei definirla in altro modo) da parte degli studenti. Non si tratta solo del pur innegabile ridimensionamento delle conoscenze, o della debolezza del metodo di studio, acquisiti nel percorso di istruzione media superiore. Ritengo si avverta piuttosto un diffuso, talvolta cosciente e dolorosamente vissuto, smarrimento di motivazioni profonde. Questo rende i giovani più incerti di fronte alle impegnative scelte legate al curriculum accademico e alla vita professionale, meno capaci di orientarsi in un contesto sociale che, va riconosciuto, si rivela essere sempre più freddo (perché non appassionante) e talvolta ostile, sempre più indeterminabile e, almeno all’apparenza, immodificabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono i fattori che spiegano l’emergenza educativa? Perché siamo a questo punto?&lt;br /&gt;L’emergenza educativa, proprio in quanto fenomeno sociale non riducibile semplicemente a una somma di comportamenti individuali, può essere spiegato con una molteplicità di cause e fattori, già a partire dalle conseguenze non previste o inintenzionali delle riforme che tutti gli ordini di istruzione scolastica (e ora universitaria) hanno conosciuto in tempi diversi e con differenti modalità. Ma, tra le molte cause, una mi sembra richiedere attenzione più delle altre. Ed è la causa che probabilmente dà conto, con maggior precisione, del perché la questione educativa sia un’emergenza di carattere ormai pandemico. Tale causa va soprattutto cercata, a mio parere, nella realtà odierna di incertezza, che ciascuno (e ogni giovane, in particolare) avverte in sé e attorno a sé, nella frammentazione e dispersione delle identità e dei rapporti familiari e intergenerazionali, nella difficoltà delle istituzioni – di pressoché tutte le istituzioni, siano esse politiche o sociali – a rispondere positivamente alle domande e aspettative che, palesemente o in modo implicito perché difficile da formulare, si originano dall’incertezza e dalla frammentazione. Ci troviamo in uno stato di ‘emergenza’, poiché – come richiamavo, di sfuggita, nella precedente risposta – siamo stati disattenti o impreparati, affidando interamente a una realtà esterna – poco importa se questa fosse da identificare con la politica, la società, o, genericamente, gli ‘altri’ – la responsabilità di immaginare e costruire i luoghi e le forme più idonee di educazione. In ognuno di noi è prevalsa una colpevole trascuratezza nei confronti dei giovani, accompagnata dalla crescente superficialità o dal conformismo nella lettura dei «segni dei tempi». Un solo esempio fra i molti possibili: dopo la caduta del muro di Berlino, ci si è convinti (troppo presto) che la storia fosse finita, e che il modello occidentale avesse guadagnato tutto lo spazio della ribalta mondiale. In verità, se alcune ideologie sono effettivamente venute meno, ciò è accaduto per loro intrinseco esaurimento e non a seguito di una tangibile superiorità delle alternative. Il pianeta, nel frattempo, ha sperimentato le trasformazioni delle nuove tecnologie, della comunicazione e dei trasporti, aprendosi alla ‘globalizzazione’ (con tutte le sue positive opportunità e, congiuntamente, i suoi pericoli o limiti). In sostanza, a me pare che l’emergenza educativa sia esplosa in Italia nel momento in cui si è allentato il rapporto dell’educazione con la cultura. O, forse, nel momento in cui la cultura del nostro Paese – non diversamente da quella della grandissima parte dei Paesi dell’Occidente – è sembrata perdere il suo ‘senso’ costitutivo e tuttora essenziale: ossia il poter e saper essere, in ogni circostanza, al servizio della persona e della collettività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto i mass media contribuiscono a creare il clima di allarme di cui siamo testimoni? Si tratta di un allarme sull’educazione o sulle nuove generazioni in generale?&lt;br /&gt;Il ruolo dei mezzi di comunicazione di massa, com’è noto, pesa in modo rilevante sulla ‘costruzione della percezione’ dell’emergenza di cui stiamo discutendo; così come, in generale, pesa sulla nascita, sul rafforzamento e sui piccoli o grandi mutamenti di ogni rappresentazione sociale. Quello, però, che non andrebbe favorito bensì decisamente contrastato, è proprio il tono allarmistico con cui si trasmettono notizie di negligenze, manchevolezze o anche violenze, legate al mondo della scuola e dell’educazione. Il rischio che si sta correndo, infatti, è duplice. Per un verso, si alimentano e si accrescono le paure e i pregiudizi dell’opinione pubblica, senza che i mezzi di comunicazione, di solito, accompagnino o sollecitino una riflessione non banale su tali fatti. Per altro verso, si possono generare effetti perversi di emulazione, quasi che il palcoscenico mediatico, soprattutto nelle percezioni e rappresentazioni dei più giovani, surroghi interamente la realtà. Di fatto, per i mezzi di comunicazione, i confini tra l’interesse per l’educazione e quello per le nuove generazioni sfumano e talvolta si confondono. Con il risultato che, il più delle volte, ci troviamo davanti a una ‘banalizzazione’ dell’emergenza, anziché alla ricerca delle sue cause e delle risposte più opportune per fronteggiarla. A mio giudizio, invece, proprio perché l’emergenza educativa è un fatto sociale, essa riguarda ognuno e tutti, esige l’attenzione sia dei cittadini sia delle istituzioni. Non si fronteggia adeguatamente una tale emergenza, se non siamo consapevoli della nostra identità come comunità, e se – soprattutto – non disponiamo di un’idea e una visione di quale vorremmo che fosse la nostra comunità di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa pensa dei giovani che incontra in Università?&lt;br /&gt;I giovani, che oggi passano per le aule universitarie, hanno per lo più qualità positive e grandi potenzialità. In misura non dissimile da altre epoche storiche, mi verrebbe da aggiungere. Forse, diversamente da età precedenti e nonostante le prime apparenze, sono costretti a subire un ambiente o un contesto sociale che, come già accennavo, sembra poco propenso a destare emozioni e passioni, a rafforzare desideri e aspettative, a far nascere la voglia di cambiare in meglio ciò che può essere cambiato. La realtà, che i giovani vivono, sembra circondarli senza rispettare i tempi della loro formazione e maturazione; li vuole subito adulti, cioè pronti a entrare nei circuiti del mercato e del consumo senza preoccuparsi troppo di metterli anche in condizione di lavorare e produrre con motivazioni e soddisfazione. Della durezza del contesto sociale i giovani sono consapevoli. E forse tendono ad accettarla o subirla come un dato immodificabile. Qui si apre la forbice, larga e pericolosa perché disorientante, tra la registrazione realistica dell’ambiente in cui i giovani crescono e il loro bisogno (anzi la loro ricerca – onesta e intelligente, anche se troppe volte inquieta perché inappagata) di profonde motivazioni ideali e spirituali. Motivazioni non astratte o soltanto dichiarate, bensì incarnate in persone concrete. I giovani chiedono guide, maestri e testimoni. Ne avvertono la necessità, per poter dare senso e risposte alle proprie aspettative. Con quel coraggio che i giovani hanno e che non vogliono perdere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è oggi il ruolo educativo di un’Università? Quanto riesce a far sperimentare il gusto del pensiero, la passione per la ricerca, la responsabilità della cultura verso il futuro del Paese e dell’umanità? È possibile oggi, attraverso lo studio e la ricerca, far percepire ai giovani l’importanza dell’intelligenza nel costruire il proprio progetto di vita?&lt;br /&gt;All’ultimo interrogativo rispondo senza esitazioni: sì. I giovani, anzi, devono ricevere dai meno giovani quell’insegnamento che è forse più durevole di ogni altro: vale a dire, la testimonianza di volere e sapere costruire – per quanto possibile – la propria vita, progettandone con il cuore e la ragione il domani. Non si può, come talvolta sembra, solamente ‘lasciarsi’ vivere. L’intelligenza nel costruire la propria vita implica pensiero, metodo e responsabilità. Richiede una visione culturale sempre aperta. L’Università gioca certamente un ruolo cruciale nel trasmettere e far crescere simili orientamenti. E questo ruolo essa deve mantenere anche in circostanze, come le attuali, non sempre favorevoli, sia per la difficoltà del sistema formativo nel suo complesso e dell’‘atmosfera sociale’ di cui abbiamo accennato, sia per le incalzanti riforme che da alcuni anni hanno interessato il mondo universitario. Tali riforme, pur contribuendo a migliorare in alcuni aspetti il percorso formativo, lo hanno reso piuttosto instabile a causa di continui cambiamenti e revisioni. Soprattutto, rischiano di far passare in secondo piano il nesso strettissimo, e oggi sempre più necessario, tra formazione ed educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa dovrebbe fare la società per fare la propria parte sulla questione educazione?&lt;br /&gt;Credo di aver già risposto in parte. Sulla questione educazione vi è innanzitutto la responsabilità – ma anche la bellezza di una missione e di un impegno insostituibili – delle famiglie, degli educatori a tutti i livelli scolastici, della persona stessa che viene educata. Non vi è dubbio, peraltro, che in questa nostra fase storica le grandi questioni, e in particolare quelle che condizionano il futuro di un’intera comunità, non possano non essere di interesse della società nel suo complesso, oltre che delle istituzioni politiche. Perché la politica non commetta troppi errori rispetto al tema dell’educazione, è necessario che la società faccia sentire la sua voce. E la dovrebbe far sentire, ricominciando a far capire che l’educazione della persona è il centro di ogni percorso scolastico. La scuola non è una più o meno lunga pista di decollo verso una professione, ma rappresenta la fase decisiva della maturazione della personalità. E, con essa, della formazione – in senso proprio e per nulla convenzionale o ideologico – del cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi si parla tanto di questione antropologica: in che modo il mutare della concezione dell’uomo influisce sulla questione educazione? Come, nell’attuale contesto culturale, tornare a dare ragioni di senso alla vita delle giovani generazioni?&lt;br /&gt;Se è corretto ciò che si è fin qui sostenuto, è allora evidente che la questione educativa si colloca al cuore della questione antropologica. Le modalità con cui ciascuno di noi concepisce se stesso e il proprio rapporto con il mondo sono inevitabilmente contrassegnate dal percorso educativo sperimentato. Le tendenze più ampie, che registriamo considerando le dinamiche complessive manifestate dalle generazioni attuali, ci permettono di affermare quanto una deriva relativistica nella comprensione dell’umano e nella sua più autentica promozione stiano rischiando di compromettere il futuro e la felicità di innumerevoli uomini e donne. Abbiamo già fatto cenno a simili pericoli. Per reagire, fornendo nuove «ragioni di senso» ai giovani, occorre inevitabilmente riavvicinare loro – e noi stessi – alla riflessione e alla ricerca della verità sull’uomo. Il che porta a un passo ulteriore. Che cosa, infatti, dà senso alle nostre vite? Che cosa ci motiva a studiare, lavorare, spendere il nostro tempo con le persone care, aiutare il prossimo? Io credo si debba rispondere, senza autocompiacimento ma con semplicità e coraggio: l’amore. Come insegna Benedetto XVI nella sua prima Enciclica, Deus Caritas est, dobbiamo comprendere che solo recuperando la consapevolezza profonda del bene umano, della sua bellezza e della sua concreta possibilità, saremo in grado di accettare le sfide poste dalla realtà contemporanea. Solo intrecciando nuovamente il pensiero e l’amore, la ragione e l’umanità, potremo davvero renderci testimoni del senso più autentico della vita, per – e insieme con – le giovani generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: La sfida educativa - Progetto culturale promosso dalla Chiesa Italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.cci.progettoculturale.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=7063&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7184898947345752872?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7184898947345752872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7184898947345752872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7184898947345752872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7184898947345752872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/09/intervista-lorenzo-ornaghi-educazione.html' title='Intervista a Lorenzo Ornaghi. Educazione. Un&apos;emergenza?'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7233821162655268228</id><published>2009-06-21T23:11:00.003+02:00</published><updated>2011-06-16T14:32:00.264+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Don Ottorino'/><title type='text'>Avete la fede o avete l'abitudine ?</title><content type='html'>Uno potrebbe illudersi di avere la fede. Uno può andare a Messa e alla Comunione ogni mattina ed essere ateo; uno può dire la corona del rosario tutti i giorni ed essere ateo. Non c’è da meravigliarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preoccupazione nostra, figlioli, è questa: avete la fede o avete l’abitudine? Se avete l’abitudine, che cosa avete fatto perché divenga fede? Dio continua a manifestarsi con la sua presenza. È vero che ci sono sempre difficoltà ed è una grazia che ci siano, però il Signore è sempre presente, non ci abbandona mai, è sempre presente! Mi sembra che in questa situazione abbiamo il sacrosanto dovere di dire: "Signore, parla e dimmi che cosa vuoi da me".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò questo desiderio di fare la volontà di Dio in tutte le piccole cose deve metterci continuamente in atteggiamento di preghiera: "Signore, dimmi che cosa vuoi. Parla, parla, Signore!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siete portatori non di quattro chiacchiere lette in un libro, ma di una linfa che viene dal cielo. Ci vuole tutta la preparazione umana, ma ci vuole soprattutto la linfa: dovete infatti portare Dio alle anime e Dio non lo portate se non l’avete in voi, se non siete abituati a parlare con Lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La buona vecchietta, il laureato, il professore, il ministro, chiunque sia, quando si avvicinano a noi, si avvicinano per cercare Dio, non per cercare la cultura, perché la cultura oggi sono capaci di trovarla da soli nei libri, nei dizionari. Quello che la gente vuole assolutamente da noi è Dio, ricordatevi, è Dio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente viene in cerca dell’uomo di Dio. Voi dovete preoccuparvi di essere questo e per ottenere questo non c’è nessuna ricetta umana, non ci sono cose umane: ci sono soltanto la meditazione e la preghiera; non c’è nient’altro!&lt;br /&gt;Don Ottorino Zanon(Meditazione 79, 8-9 del 15 giugno1966)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7233821162655268228?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7233821162655268228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7233821162655268228' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7233821162655268228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7233821162655268228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/06/avete-la-fede-o-avete-labitudine.html' title='Avete la fede o avete l&apos;abitudine ?'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2739662365163479698</id><published>2009-06-14T15:20:00.005+02:00</published><updated>2011-06-16T14:32:33.239+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Don Ottorino'/><title type='text'>Fraternità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nella nostra famiglia noi dobbiamo amarci, volerci bene nel vero senso della parola, volerci bene fino al punto che ognuno di noi, indistintamente, deve essere pronto a dare la vita per il fratello. Se fosse necessario il mio sangue per uno di voi, io lo devo dare. Occorre la vita? E io te la do, non si discute.&lt;br /&gt;Dobbiamo fra noi sentire questo senso di fraternità, per cui io non solo do la vita per ciascuno di voi, ma devo essere pronto a interpretare bene le azioni di ognuno di voi. Qualunque azione io veda, in essa devo vedere il lato positivo; anche se c’è un solo centesimo di bianco, devo vedere il bianco: questa è carità!&lt;br /&gt;Non devo essere sciocco e non vedere i punti neri; per cui se io vedo uno che ha fatto un’azione che non doveva fare, devo scusarlo in tutti i modi e in tutte le forme; poi la carità mi dirà di chiarire: “Senti, capisco che tu non hai fatto per cattiveria - infatti io ho visto e vedo la parte bianca - però, sappi che quell’azione può essere vista anche così, così e così...”, e tiro fuori con calma tutti gli altri novantanove punti possibili. Ma io penso che lui l’ha fatta per il centesimo punto, cioè per il punto bianco, non per il punto nero.&lt;br /&gt;Mi capite? Questa è fraternità, questa è carità! Non si tratta di essere stupidi. Se uno bestemmia, io non posso dire: “Oh, è una giaculatoria!”. No, se uno bestemmia, io dirò: “Poverino, forse crederà di aver detto una giaculatoria..., gli sarà sfuggita, chissà quanto male sta, poverino!”; però è una bestemmia. Io interpreterò bene, scuserò, ma gli andrò vicino con fraternità e gli dirò: “Senti, ti è sfuggita quella parola, non te ne sei neppure accorto, per carità, sta’ attento!”.&lt;br /&gt;Dobbiamo sentire che siamo fratelli. Questo è lo spirito che ci deve essere fra noi, questo è lo spirito che ci deve animare e sarà poi naturale avere il senso di collaborazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Don Ottorino Zanon - Meditazione 159, 1-2 del 5 aprile 1967) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2739662365163479698?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2739662365163479698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2739662365163479698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2739662365163479698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2739662365163479698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/06/fraternita.html' title='Fraternità'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2065952929082698578</id><published>2009-05-21T23:00:00.004+02:00</published><updated>2011-06-16T14:32:51.281+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Don Ottorino'/><title type='text'>Spiritualità semplice</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il segreto della vita è:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Occupare il proprio posto nel piano di Dio&lt;/strong&gt;: Sono al mio posto?, e ricercare e compiere la volontà di Dio, che è volontà di servire l'uomo, perché tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Comunicare con Gesù nel dialogo continuo con lui ("Parlane a Lui") &lt;strong&gt;unendo la fede con la vita&lt;/strong&gt; affinché le relazioni umane siano segnate dal Vangelo e il lavoro quotidiano diventi completamento della creazione e della redenzione e servizio ai fratelli. Vivere "Con Cristo nel cuore, nella famiglia, nel lavoro".&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Donarci con generosità nel ministero ("L'apostolo deve dare") e &lt;strong&gt;favorire la partecipazione attiva&lt;/strong&gt; del popolo di Dio affinché ognuno con i suoi doni e valori messi a servizio dei fratelli sia lievito, sale e luce del mondo.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lasciarci guidare&lt;/strong&gt; come figli da Maria serva e madre nella disponibilità radicale al piano di Dio &lt;strong&gt;e portare la croce&lt;/strong&gt;, che è segno dell'autenticità della consacrazione e della partecipazione alle sofferenze di Cristo. &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Don Ottorino Zanon&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2065952929082698578?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2065952929082698578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2065952929082698578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2065952929082698578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2065952929082698578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/05/spiritualita-semplice.html' title='Spiritualità semplice'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-9046035477566645434</id><published>2009-05-15T21:23:00.002+02:00</published><updated>2009-05-15T21:26:38.039+02:00</updated><title type='text'>Secondo lo Spirito</title><content type='html'>"Prego ardentemente il Signore che si degni di fortificare la mia fede, affinché nella grigia vita quotidiana non mi regoli secondo considerazioni umane, ma secondo lo spirito. Oh! come tutto attira l'uomo verso la terra, ma una fede viva mantiene l'anima in una sfera più alta ed assegna all'amor proprio il posto che gli spetta, cioè l'ultimo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria Faustina Kowalska&lt;br /&gt;Diario Q. I 210&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-9046035477566645434?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/9046035477566645434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=9046035477566645434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/9046035477566645434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/9046035477566645434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/05/secondo-lo-spirito.html' title='Secondo lo Spirito'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7509831260191127816</id><published>2009-04-10T11:37:00.003+02:00</published><updated>2009-04-14T13:58:13.809+02:00</updated><title type='text'>L'eterno riposo dona loro, o Signore.</title><content type='html'>Sia che viviamo, sia che moriamo, noi siamo del Signore.&lt;br /&gt;Resta solo l'amore. Tutto può l'amore. Nulla può contro l'amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7509831260191127816?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7509831260191127816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7509831260191127816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7509831260191127816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7509831260191127816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/04/lamore-di-dio.html' title='L&apos;eterno riposo dona loro, o Signore.'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2272108286302383164</id><published>2009-03-22T20:00:00.006+01:00</published><updated>2009-03-24T14:58:25.085+01:00</updated><title type='text'>Il crudo del Vangelo (...crudo alla nostra natura)</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;Estratto da "Vivere" di Chiara Lubich&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;L’esempio di Gesù &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Un giorno mi ha parlato al cuore Gesù e mi ha illuminata in maniera lampante sulle sue parole: «Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi» (Mc 14,36).&lt;br /&gt;Aveva dunque fatto appello anche Lui all'onnipotenza del Padre per essere sollevato dalla croce della passione? Ma Gesù non era Dio e quindi uno con la volontà del Padre? Non si legge nella Lettera agli Ebrei a proposito del sacrificio di Gesù: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 1O, 5-7)?&lt;br /&gt;Sì, ma di fronte a ciò che lo attendeva la sua volontà di Uomo-Dio è emersa in tutta la sua forza. Si è aggrappato al fatto che al Padre tutto era possibile, però alla fine si è sottomesso alla volontà del Padre suo. Queste parole mi hanno dato pace. Anzi mi hanno aperto un varco grande per la comprensione di una parte del Vangelo che non avevamo ancora sufficientemente sottolineato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un altro aspetto del Vangelo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A dir vero, Gesù abbandonato non era mai mancato nella nostra vita spirituale, ma Dio, per attirarci a sé, penso, aveva puntato la nostra anima in un primo tempo - e così fa con tutti quelli che cominciano a vivere il nostro ideale - sull'amore, sulle sue promesse che vediamo attuarsi, sulla certezza di ottenere chiedendo, perché continuamente ne abbiamo la verifica, sulla fede che sposta le montagne.&lt;br /&gt;Adesso mi andavo accorgendo che esisteva nel Vangelo qualcosa di diverso. E ad una ad una mi balzavano alla mente altre parole simili a quelle: «Ora l'anima mia è turbata ... » (Gv 12, 27); «Cominciò a sentire paura e angoscia; e dis¬se loro: la mia anima è triste, fino alla morte» (cf. Mc 14, 33); «Beati gli afflitti perché saranno consolati» (Mt 5, 4); «Beati voi che ora piangete, perché riderete» (Lc 6,21); «Quando fu vicino, alla vista della città pianse su di essa» (Lc 19, 41). Alla morte di Lazzaro «Gesù scoppiò in pianto» (Gv 11,35).&lt;br /&gt;Mi sono pure ricordata che aveva chiamato «Satana» Pietro che lo rimproverava di parlare della sua futura fine, e che di lui era scritto: «Sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno» (Lc 18, 31-33).&lt;br /&gt;Esisteva dunque un aspetto crudo del Vangelo che anche noi come cristiani dovevamo vivere?&lt;br /&gt;Non erano solo case o luoghi o città come Loppiano, dove la gioia splende su ogni volto, la testimonianza del Vangelo?&lt;br /&gt;Potevano esserci persone nel turbamento, nell' angoscia, nel pianto, che testimoniavano la Buona Novella? Avremmo forse un giorno dovuto chiedere ripetutamente e a lungo senza ottenere mai? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sì, era così. Il "crudo" del Vangelo: Gesù che grida l'abbandono, che non si risolve come nelle nostre prove accettate, in gioia, ma si conclude nella morte.&lt;br /&gt;Maria che si sente trapassare il cuore da una spada, ma il Figlio Dio non gliel' allevia, anzi la lascia salire fino al vertice del dolore a contemplare la morte di Colui che ella amava più di se stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il crudo del Vangelo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In fondo Gesù ce lo aveva sempre detto: «Se qualcuno vuol venire dietro a me ... prenda la sua croce» (Lc 9, 23), l'emblema del massimo abominio. Gesù ce lo aveva sempre detto, ma noi non lo avevamo ancora abbastanza capito.&lt;br /&gt;Questa era l'ora di comprendere la verità più ovvia che Cristo ha portato sulla terra: che il suo regno non è di questo mondo, che dobbiamo salire a godere con Lui il regno eterno mediante le sofferenze sopportate bene qui in terra, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;che di qua nulla ha valore se non ciò che si fa per l'altra vita,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;che anche una cosa splendida come un' opera di Dio non è Dio e quindi dobbiamo staccarcene ed abbandonarla a Lui, se questa è sua volontà.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Verso la pienezza della gioia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E allora coraggio! Non dimezziamo il Vangelo. Il crudo (crudo alla nostra natura) del Vangelo non ci freni, ma ci lanci nella fiducia che Dio non ci lascerà mancare la grazia nemmeno nei momenti più tragici. Certo, questa quasi "rivelazione" del dolore previsto dal Vangelo così, porterà nel nostro cuore più serietà, meno entusiasmo anche per le cose belle, "ideali" di quaggiù, ma non impedirà che si realizzi la promessa di Gesù: «Abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia» (Gv 17, 13). Forse questa pienezza noi non l'abbiamo ancora sperimentata. Il Vangelo è un abisso.&lt;br /&gt;Che Dio ci dia ancora dei giorni per sondarlo sin da questa vita, se è suo volere. Noi ripromettiamogli che vogliamo la sua, non la nostra volontà. E gridiamo, pur fra le lacrime, nello sgomento, nella paura, che ancora e sempre e in ogni circostanza crediamo all'Amore, a quell'Amore che abbraccia come un solo arco la vita terrena e quella eterna. E Maria, la mamma nostra, aiuti la nostra debolezza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Vivere" - Città Nuova 2008 (pagg. 68-72)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2272108286302383164?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2272108286302383164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2272108286302383164' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2272108286302383164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2272108286302383164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/03/il-crudo-del-vangelo-crudo-alla-nostra.html' title='Il crudo del Vangelo (...crudo alla nostra natura)'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-6758300464729154305</id><published>2009-03-06T17:22:00.005+01:00</published><updated>2009-03-12T22:49:59.956+01:00</updated><title type='text'>Lavoro di gruppo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Stanislaw Lec in Pensieri Spettinati scrisse: "Solo i geni e gli stupidi sono intellettualmente autosufficienti". La maggioranza di coloro che lavorano in questa o quella organizzazione ed in questo o quel settore operativo, non essendo nè geni, nè stupidi, hanno la necessità di lavorare ( e di imparare a lavorare) assieme.Non basta mettere assieme un gruppo di persone, dotate di competenze e professionalità diverse, per fare di esse un buon gruppo di lavoro e per fare sviluppare ad esse un buon lavoro di gruppo.Per ben lavorare in gruppo occorre conoscere e saper governare i processi e le dinamiche che nel gruppo si creano ed occorre sviluppare un coordinamento operativo tra tutti i suoi membri tale da farli lavorare davvero assieme, in maniera integrata, e non semplicemente gli uni accanto agli altri. Tutte cose necessarie allo sviluppo di processi di miglioramento continuo della qualità del lavoro e tutte cose, anche, che si possono e si debbono imparare attraverso adeguati percorsi di formazione permanente di tipo attivo. I membri di una squadra di calcio si allenano, assieme, tutta la settimana, per ben giocare, assieme, la domenica. In troppe organizzazioni si pensa invece che sia sufficiente incontrarsi direttamente sul "campo da gioco" per produrre risultati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-6758300464729154305?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/6758300464729154305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=6758300464729154305' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6758300464729154305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6758300464729154305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/03/lavoro-di-gruppo.html' title='Lavoro di gruppo'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7340570678023226073</id><published>2009-02-04T11:20:00.007+01:00</published><updated>2009-02-05T00:43:57.135+01:00</updated><title type='text'>Il valore della sofferenza... se condivisa !</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ieri Don Carlo (un altro, non l'indimenticabile parroco di tanti anni...) ha aperto una nuova prospettiva e, se vogliamo, un nuovo capitolo da approfondire nella mia formazione cristiana.&lt;br /&gt;Sono sicuro che non poco dovrò riflettere e sperimentare per comprendere fino in fondo i risvolti della sua affermazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Insomma avevo appena finito di dire (riporto solo per sommi capi) quanto il cristianesimo rivaluti la sofferenza e quanto invece tutto intorno il mondo si affanna a rimuoverla. Come l'esperienza della sofferenza possa divenire un'occasione per aprire squarci di profondo amore se da essa riusciamo a non farci schiacciare, che il caro Don Carlo mi dice: "La sofferenza di per se non è un valore, lo diventa se condivisa".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Questo ovviamete mi ricorda di quanto bisogna essere attenti nel parlare di certe cose e non darne per scontate tante altre...&lt;br /&gt;So infatti che la sofferenza Dio non la vuole, che nel mondo non ce l'ha messa Dio e quindi non è un valore in se e per se.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La puntualiazzazione di Don Carlo è necessaria, perchè ci rende attenti a sottolineare la dimensione della condivisione della sofferenza.&lt;br /&gt;Solo se condivisa la sofferenza da tragedia può diventare dramma. Da soli la sofferenza è solo una tragedia, immutabile, irreversibile, insanabile. Se condivisa può trasformarsi in un dramma dove ciascuno entrando in relazione con chi soffre, agisce, porta, lenisce e si fa carico di una parte di quella altrui. Allora può trasformarsi in un'occasione di amore smisurato che trasforma e supera ogni ostacolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Gesù liberamente infatti ha scelto di condividere e assumere la condizione umana, fino in fondo, soffrendo l'ingiustizia, il male fisico e la morte, per ristabilire e sanare la relazione tra Dio e gli uomini distorta con il peccato originale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7340570678023226073?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7340570678023226073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7340570678023226073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7340570678023226073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7340570678023226073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/02/ieri-don-carlo-un-altro-non.html' title='Il valore della sofferenza... se condivisa !'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2346753648750903016</id><published>2009-01-06T01:19:00.001+01:00</published><updated>2009-01-11T00:03:52.495+01:00</updated><title type='text'>Oltre la stella</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Al vedere la stella provarono una grandissima gioia” (Mt 2,1-12) racconta il vangelo. Presto i magi avrebbero vissuto l’incontro con Gesù. La fede nasce da un incontro speciale, quello con Gesù. Incontro del tutto personale che spesso avviene in coloro che consideriamo ultimi, ma che ultimi non sono perché in loro per primi Gesù si manifesta e vuole incontrarci. “Signore quando ti abbiamo visto malato o in prigione e siamo venuti a trovarti ?” … “Tutte le volte che avete fatto ciò ad uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me” (Mt 25,39-40).&lt;br /&gt;Questo periodo di Natale è stato per me un luogo privilegiato per approfondire le relazioni familiari, crearne di nuove e rinsaldare quelle con i più soli. Ho condiviso la gioia dell’incontro con tutti, ma se dietro tutto ciò non avessi visto il tuo volto non avrei sentito il bisogno, oltre che di stare un po’ di tempo con loro, di farmene carico.&lt;br /&gt;Signore ogni giorno ci dai l’occasione per incontrare tuo Figlio, ci attiri in qualche modo a lui, quando con una stella cometa, quando con un fratello più piccolo, ma giunti a Gerusalemme la stella scompare, ci chiedi di essere saggi come i magi: dobbiamo muoverci e cercarti da soli, oltre il volto umano del fratello, oltre le menzogne di Erode. Questo è un atto di fede, non sono più gli amici, l’educazione o le abitudini che ci sorreggono, né le bugie e la frenesia del mondo che ci allontanano da te.&lt;br /&gt;Siamo soli davanti alla tua culla, il nostro cuore aspetta l’ennesima decisione di oggi: mi inginocchio ? Ti rimetto al centro dei miei pensieri ? Sei tu davvero il mio re ?&lt;br /&gt;Il tuo Santo Spirito scenda su di noi per aiutarci a riconoscere che tu sei il Signore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2346753648750903016?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2346753648750903016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2346753648750903016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2346753648750903016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2346753648750903016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2009/01/oltre-la-stella.html' title='Oltre la stella'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7727902780384641183</id><published>2008-11-13T21:27:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T21:28:46.682+01:00</updated><title type='text'>LETTERA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI ALLA DIOCESI E ALLA CITTÀ DI ROMA SUL COMPITO URGENTE DELL’EDUCAZIONE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Cari fedeli di Roma,&lt;br /&gt;ho pensato di rivolgermi a voi con questa lettera per parlarvi di un problema che voi stessi sentite e sul quale le varie componenti della nostra Chiesa si stanno impegnando: il problema dell'educazione. Abbiamo tutti a cuore il bene delle persone che amiamo, in particolare dei nostri bambini, adolescenti e giovani. Sappiamo infatti che da loro dipende il futuro di questa nostra città. Non possiamo dunque non essere solleciti per la formazione delle nuove generazioni, per la loro capacità di orientarsi nella vita e di discernere il bene dal male, per la loro salute non soltanto fisica ma anche morale.&lt;br /&gt;Educare però non è mai stato facile, e oggi sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative. Si parla perciò di una grande "emergenza educativa", confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita. Viene spontaneo, allora, incolpare le nuove generazioni, come se i bambini che nascono oggi fossero diversi da quelli che nascevano nel passato. Si parla inoltre di una "frattura fra le generazioni", che certamente esiste e pesa, ma che è l'effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori.&lt;br /&gt;Dobbiamo dunque dare la colpa agli adulti di oggi, che non sarebbero più capaci di educare? E' forte certamente, sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra gli educatori, la tentazione di rinunciare, e ancor prima il rischio di non comprendere nemmeno quale sia il loro ruolo, o meglio la missione ad essi affidata. In realtà, sono in questione non soltanto le responsabilità personali degli adulti o dei giovani, che pur esistono e non devono essere nascoste, ma anche un'atmosfera diffusa, una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita. Diventa difficile, allora, trasmettere da una generazione all'altra qualcosa di valido e di certo, regole di comportamento, obiettivi credibili intorno ai quali costruire la propria vita.&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle di Roma, a questo punto vorrei dirvi una parola molto semplice: Non temete! Tutte queste difficoltà, infatti, non sono insormontabili. Sono piuttosto, per così dire, il rovescio della medaglia di quel dono grande e prezioso che è la nostra libertà, con la responsabilità che giustamente l'accompagna. A differenza di quanto avviene in campo tecnico o economico, dove i progressi di oggi possono sommarsi a quelli del passato, nell'ambito della formazione e della crescita morale delle persone non esiste una simile possibilità di accumulazione, perché la libertà dell'uomo è sempre nuova e quindi ciascuna persona e ciascuna generazione deve prendere di nuovo, e in proprio, le sue decisioni. Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale.&lt;br /&gt;Quando però sono scosse le fondamenta e vengono a mancare le certezze essenziali, il bisogno di quei valori torna a farsi sentire in modo impellente: così, in concreto, aumenta oggi la domanda di un'educazione che sia davvero tale. La chiedono i genitori, preoccupati e spesso angosciati per il futuro dei propri figli; la chiedono tanti insegnanti, che vivono la triste esperienza del degrado delle loro scuole; la chiede la società nel suo complesso, che vede messe in dubbio le basi stesse della convivenza; la chiedono nel loro intimo gli stessi ragazzi e giovani, che non vogliono essere lasciati soli di fronte alle sfide della vita. Chi crede in Gesù Cristo ha poi un ulteriore e più forte motivo per non avere paura: sa infatti che Dio non ci abbandona, che il suo amore ci raggiunge là dove siamo e così come siamo, con le nostre miserie e debolezze, per offrirci una nuova possibilità di bene.&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, per rendere più concrete queste mie riflessioni, può essere utile individuare alcune esigenze comuni di un'autentica educazione. Essa ha bisogno anzitutto di quella vicinanza e di quella fiducia che nascono dall'amore: penso a quella prima e fondamentale esperienza dell'amore che i bambini fanno, o almeno dovrebbero fare, con i loro genitori. Ma ogni vero educatore sa che per educare deve donare qualcosa di se stesso e che soltanto così può aiutare i suoi allievi a superare gli egoismi e a diventare a loro volta capaci di autentico amore.&lt;br /&gt;Già in un piccolo bambino c'è inoltre un grande desiderio di sapere e di capire, che si manifesta nelle sue continue domande e richieste di spiegazioni. Sarebbe dunque una ben povera educazione quella che si limitasse a dare delle nozioni e delle informazioni, ma lasciasse da parte la grande domanda riguardo alla verità, soprattutto a quella verità che può essere di guida nella vita.&lt;br /&gt;Anche la sofferenza fa parte della verità della nostra vita. Perciò, cercando di tenere al riparo i più giovani da ogni difficoltà ed esperienza del dolore, rischiamo di far crescere, nonostante le nostre buone intenzioni, persone fragili e poco generose: la capacità di amare corrisponde infatti alla capacità di soffrire, e di soffrire insieme.&lt;br /&gt;Arriviamo così, cari amici di Roma, al punto forse più delicato dell'opera educativa: trovare un giusto equilibrio tra la libertà e la disciplina. Senza regole di comportamento e di vita, fatte valere giorno per giorno anche nelle piccole cose, non si forma il carattere e non si viene preparati ad affrontare le prove che non mancheranno in futuro. Il rapporto educativo è però anzitutto l'incontro di due libertà e l'educazione ben riuscita è formazione al retto uso della libertà. Man mano che il bambino cresce, diventa un adolescente e poi un giovane; dobbiamo dunque accettare il rischio della libertà, rimanendo sempre attenti ad aiutarlo a correggere idee e scelte sbagliate. Quello che invece non dobbiamo mai fare è assecondarlo negli errori, fingere di non vederli, o peggio condividerli, come se fossero le nuove frontiere del progresso umano.&lt;br /&gt;L'educazione non può dunque fare a meno di quell'autorevolezza che rende credibile l'esercizio dell'autorità. Essa è frutto di esperienza e competenza, ma si acquista soprattutto con la coerenza della propria vita e con il coinvolgimento personale, espressione dell'amore vero. L'educatore è quindi un testimone della verità e del bene: certo, anch'egli è fragile e può mancare, ma cercherà sempre di nuovo di mettersi in sintonia con la sua missione.&lt;br /&gt;Carissimi fedeli di Roma, da queste semplici considerazioni emerge come nell'educazione sia decisivo il senso di responsabilità: responsabilità dell'educatore, certamente, ma anche, e in misura che cresce con l'età, responsabilità del figlio, dell'alunno, del giovane che entra nel mondo del lavoro. E' responsabile chi sa rispondere a se stesso e agli altri. Chi crede cerca inoltre, e anzitutto, di rispondere a Dio che lo ha amato per primo.&lt;br /&gt;La responsabilità è in primo luogo personale, ma c'è anche una responsabilità che condividiamo insieme, come cittadini di una stessa città e di una nazione, come membri della famiglia umana e, se siamo credenti, come figli di un unico Dio e membri della Chiesa. Di fatto le idee, gli stili di vita, le leggi, gli orientamenti complessivi della società in cui viviamo, e l'immagine che essa dà di se stessa attraverso i mezzi di comunicazione, esercitano un grande influsso sulla formazione delle nuove generazioni, per il bene ma spesso anche per il male. La società però non è un'astrazione; alla fine siamo noi stessi, tutti insieme, con gli orientamenti, le regole e i rappresentanti che ci diamo, sebbene siano diversi i ruoli e le responsabilità di ciascuno. C'è bisogno dunque del contributo di ognuno di noi, di ogni persona, famiglia o gruppo sociale, perché la società, a cominciare da questa nostra città di Roma, diventi un ambiente più favorevole all'educazione.&lt;br /&gt;Vorrei infine proporvi un pensiero che ho sviluppato nella recente Lettera enciclica &lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html"&gt;Spe salvi&lt;/a&gt; sulla speranza cristiana: anima dell'educazione, come dell'intera vita, può essere solo una speranza affidabile. Oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, uomini "senza speranza e senza Dio in questo mondo", come scriveva l'apostolo Paolo ai cristiani di Efeso (Ef 2,12). Proprio da qui nasce la difficoltà forse più profonda per una vera opera educativa: alla radice della crisi dell'educazione c'è infatti una crisi di fiducia nella vita.&lt;br /&gt;Non posso dunque terminare questa lettera senza un caldo invito a porre in Dio la nostra speranza. Solo Lui è la speranza che resiste a tutte le delusioni; solo il suo amore non può essere distrutto dalla morte; solo la sua giustizia e la sua misericordia possono risanare le ingiustizie e ricompensare le sofferenze subite. La speranza che si rivolge a Dio non è mai speranza solo per me, è sempre anche speranza per gli altri: non ci isola, ma ci rende solidali nel bene, ci stimola ad educarci reciprocamente alla verità e all'amore.&lt;br /&gt;Vi saluto con affetto e vi assicuro uno speciale ricordo nella preghiera, mentre a tutti invio la mia Benedizione.&lt;br /&gt;Dal Vaticano, 21 gennaio 2008&lt;br /&gt;BENEDICTUS PP. XVI &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7727902780384641183?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2008/documents/hf_ben-xvi_let_20080121_educazione_it.html' title='LETTERA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI ALLA DIOCESI E ALLA CITTÀ DI ROMA SUL COMPITO URGENTE DELL’EDUCAZIONE'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7727902780384641183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7727902780384641183' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7727902780384641183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7727902780384641183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/11/lettera-del-santo-padre-benedetto-xvi.html' title='LETTERA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI ALLA DIOCESI E ALLA CITTÀ DI ROMA SUL COMPITO URGENTE DELL’EDUCAZIONE'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2628477400489819901</id><published>2008-03-20T22:26:00.005+01:00</published><updated>2008-03-21T09:13:52.841+01:00</updated><title type='text'>Ridimensionare la realtà</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chi ha fatto esperienza diretta di sofferenze o chi indirettamente incrocia i percorsi dolorosi delle persone vicine, spesso osserva che di fronte a tali accadimenti la realtà quotidiana in cui è immerso subisce notevoli ridimensionamenti, le cose appaiono diversamente da come si era abituato a considerarle.&lt;br /&gt;Posso aggiungere che la sofferenza è un momento prezioso che offre davvero l'opportunità di sperimentare il ridimensionamento della realtà, ma non nella direzione di una rassegnazione o di un pessimismo nichilistico. Soffrire o trovarci accanto a chi soffre è l'occasione per scoprire le ulteriori dimensioni della vita, che lungi dall'essere incasellata nel razionalismo positivistico o dai valori dominanti del materialismo, possiede in se luoghi profondi ed inesplorati che si estendono ben oltre la semplice unità di misura tempo. Pensiamo spesso alla nostra vita solo seguendo l'arco temporale della sua durata, per cui quando una diagnosi infausta predice la data del suo probabile termine, cade ogni senso di progettualità, la spinta a fare viene meno e cosi anche ad essere. Ci siamo forse troppo identificati nel fare per considerare le molteplici dimensioni dell'essere, in ultima analisi della vita stessa.&lt;br /&gt;La sofferenza, la terminalità della vita, invece, rompono questa logica e mettono a nudo, se vissute con dignità e profondità, il valore grande del vivere, dell'essere uomini, figli di Dio.&lt;br /&gt;Si chiarisce così il grande rispetto che Gesù ha per la sofferenza. La conversione del ladrone sulla croce sembra arrivare in extremis, se consideriamo che è stata raggiunta negli ultimi minuti di vita, ma nella dimensione dell'essere, della solidarietà, della condivisone profonda della sofferenza, quella conversione ha raggiunto il massimo della capienza. Quegli ultimi momenti hanno significato, nella dimensione dell'amore (che è vita in quanto a-mors), il raggiungimento della massima donazione, delle vette più alte in cui Dio, fatto uomo, ha accolto e promesso la vita eterna a colui che ha aperto il suo cuore all'amore di Dio per lui.&lt;br /&gt;Per molti familiari, infatti, poter vivere insieme ad un proprio caro i suoi ultmi momenti di vita, che siano mesi, giorni o poche ore, è spesso il tempo più prezioso che abbiano mai avuto, il più intenso che sia mai capitato prima. La vita finalmente mostra le sue dimensioni e qualità più preziose, per cui non può e non deve andare sprecato mai un solo momento. Non può esistere una vita che non ha più senso di essere vissuta. Accanirsi a volerla come prima, a non lasciarla fluire nel suo naturale epilogo è però altrettanto miope. Accompagnarla, invece, con dignità, lenendo e portando insieme il soffrire è la via per la verità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2628477400489819901?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2628477400489819901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2628477400489819901' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2628477400489819901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2628477400489819901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/03/ridimensionare-la-realt.html' title='Ridimensionare la realtà'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-4158009759383769019</id><published>2008-02-11T08:40:00.000+01:00</published><updated>2008-03-28T11:44:51.873+01:00</updated><title type='text'>La nostra cara mamma in Te confidava</title><content type='html'>La nostra cara mamma in Te confidava, da Te attingeva l’amore di cui ci ha circondati, a Te noi l’affidiamo per sempre oh Maria, premurosa Sposa della Carità, modello di ogni cura. A Te rimasta sotto la Croce del Salvatore del mondo, affidiamo le fatiche e le pene delle famiglie nel tempo della malattia e del lutto, consiglia e sostieni quanti sono chiamati a lenire le sofferenze del prossimo. Tu, che lì sei diventata Madre dell'umanità, aiuta e consola chi è nel dolore, rinsalda e proteggi i vincoli familiari, ispira le azioni di chi cura, fa crescere nei nostri cuori Gesù, il fondamento e la meta di ogni speranza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-4158009759383769019?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/4158009759383769019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=4158009759383769019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4158009759383769019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4158009759383769019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/03/la-nostra-cara-mamma-in-te-confidava.html' title='La nostra cara mamma in Te confidava'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-2166541794868727252</id><published>2008-02-06T22:50:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T22:53:10.446+01:00</updated><title type='text'>TORNARE ALLA SAPIENZA DEL LIMITE</title><content type='html'>Nelle nostre società evolute, a quanto sembra, gli spiriti animali del godimento non si contentano più della loro dose quotidiana. La loro esosità eccede ormai la tenuta della nostra psiche collettiva. Altro che modica quantità. Quegli spiriti animali (con tutto il rispetto per gli animali veri) forzano il limite, fino al sacrificio dell’umano (il nostro, preferibilmente).  Nella società, come negli individui, la perdita del senso del limite (ossia la sua sostanziale ignoranza, che astuti venditori cercano di piazzare come audacia creativa) può accendere attimi di esaltazione, ma spegne l’entusiasmo per generazioni. Una cultura che decida di coltivare tale ignoranza, addolcendone l’incoscienza, rende lo sconforto che ne deve seguire endemico e incurabile. Non lo respiriamo già come una specie di smog dell’anima? Non sta già trasformando noi – i nostri figli! – in una specie mutante, straordinariamente eccitabile ma orribilmente anaffettiva? Riconoscere i propri limiti, significa possedere l’alta sapienza che è necessaria per decidere da sé, in tutta scienza e coscienza, i modi della qualità umana. Possibilmente, prima che l’irresponsabilità delle nostre insipienti forzature ci imponga una sorta di anomala regressione zoologica e vegetale dell’ominizzazione. Mascherata chimicamente o ciberneticamente, finché si vuole, l’automazione è il contrario dell’autodeterminazione umana. Il popolo cristiano, entrando nel tempo della Quaresima, ripete simbolicamente il gesto di iniziazione che ci restituisce alla sapienza più profonda del limite. E pertanto, alla signoria della libertà degna dell’uomo. Lo so che il simbolo è diventato uno slogan per esorcizzare il fastidio di facce smunte e deprimenti, o di periodi di precarietà e di penuria. A sentir noi, è sempre tempo quaresimale. Facciamo già fin troppi sacrifici. Vero. Però, con tutto il rispetto, ma proprio tutto, non scherziamo. Noi siamo nella parte del pianeta più ingozzata e ingorda che ci sia. Predichiamo di uno sviluppo sostenibile e razzoliamo nella religione dei consumi, non importa come. Ci stanno cedendo tutti i legami umani, consideriamo superate tutte le forme di coltivazione dell’anima, le trasformiamo in mere fonti di eccitazione senza pensiero. E provvediamo ossessivamente a un’unica iniziazione dei giovani: quella al godimento sicuro. E vogliamo passare per quaresimalisti forzati, come se il cristianesimo fosse fermo ai simboli del Medioevo? È del rischio di un binario morto della storia che parliamo, genti d’Europa. La Quaresima è l’ultimo simbolo di sobrietà volontaria e sovrana che ci sia rimasto. L’unica signorile sprezzatura del dogma libidico dell’anti-sacrificio a tutti i costi, al quale è diventato difficilissimo rifiutarsi di sacrificare in pubblico.  La sento l’obiezione: tutto questo avviene con sacrificio di molti però, anche qui, che sono sfruttati, demoralizzati, resi insicuri dalla frantumazione violenta di ogni limite. Compresi quelli che annodano legami di pace, combattono la disperazione, subiscono innocenti la loro disinteressata passione per la giustizia. E anche quelli che sanno e patiscono, per tutti, l’enormità degli inganni di cui si servono le potenze che cercano il ritorno dell’umano a pianta e ameba. Aggiungiamo anche i moltissimi che sperano ormai solo in una grande tregua della corsa al godimento, per poter crescere generazioni ancora capaci di spiritualità, di pensiero, di poesia. ( Tutto questo, padri e madri della fede, è il mistero del peccato che fronteggiamo: non l’eccesso di cioccolatini). Di che parlavo, appunto? E di che parla, evocando l’abisso, una quaresima cristiana, oggi?&lt;br /&gt;PIERANGELO SEQUERI - Avvenire del 6/2/2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-2166541794868727252?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/2166541794868727252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=2166541794868727252' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2166541794868727252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/2166541794868727252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/02/tornare-alla-sapienza-del-limite.html' title='TORNARE ALLA SAPIENZA DEL LIMITE'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-4802551212639526434</id><published>2008-02-03T15:54:00.001+01:00</published><updated>2008-02-03T15:54:20.927+01:00</updated><title type='text'>A Maria, Madre della Pietà</title><content type='html'>Premurosa Sposa della Carit&amp;#224;, modello di ogni cura, consiglia e sostieni  quanti sono chiamati a lenire le sofferenze del prossimo.&lt;br&gt;A Te rimasta sotto la Croce del Salvatore del mondo, affidiamo le fatiche e le pene delle famiglie nel tempo della malattia e del lutto.&lt;br&gt;Tu, che l&amp;#236; sei diventata Madre dell&amp;#39;umanit&amp;#224;, aiuta e consola chi &amp;#232; nel dolore, rinsalda e proteggi i vincoli familiari, ispira le azioni di chi cura, fa crescere nei nostri cuori Ges&amp;#249;, il fondamento e la meta di ogni speranza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-4802551212639526434?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/4802551212639526434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=4802551212639526434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4802551212639526434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4802551212639526434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/02/maria-madre-della-piet.html' title='A Maria, Madre della Pietà'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-9213503324386799587</id><published>2008-02-01T12:47:00.000+01:00</published><updated>2008-02-01T16:57:10.820+01:00</updated><title type='text'>Penelope Rossa di Valentina Ferranti</title><content type='html'>In attesa di leggerlo presto.&lt;br /&gt;Affettuosamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-9213503324386799587?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=24&amp;Tabella=Recensioni' title='Penelope Rossa di Valentina Ferranti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/9213503324386799587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=9213503324386799587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/9213503324386799587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/9213503324386799587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/02/penelope-rossa-di-valentina-ferranit.html' title='Penelope Rossa di Valentina Ferranti'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-6156145125980926706</id><published>2008-01-24T13:23:00.000+01:00</published><updated>2008-01-24T13:26:04.848+01:00</updated><title type='text'>IMPEDIRE CHE MANIPOLATORI COSCIENZE CONTROLLINO MEDIA</title><content type='html'>I mass media non possono finire nelle mani di "chi se ne avvale per manipolare le coscienze", o venire asserviti "ad un protagonismo indiscriminato": è quanto chiede Benedetto XVI, nel tradizionale messaggio per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, pubblicato come ogni anno in Vaticano il 24 gennaio, festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Papa Ratzinger denuncia il "pericoloso mutamento" dei media usati non più per informare ma "per creare gli stessi eventi". Esorta ad evitare che diventino il "megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo". Invoca una "info-etica" per ancorare i mezzi di comunicazione sociale ai principi morali e al controllo sociale.&lt;br /&gt;"L'umanità si trova di fronte ad un bivio", spiega Ratzinger nel messaggio. "Anche per i media - osserva - vale quanto ho scritto nell'Enciclica Spe Salvi circa l'ambiguità del progresso che offre inedite possibilità di bene, ma apre al tempo stesso possibilità abissali di male che prima non esistevano". "Occorre pertanto chiedersi - prosegue - se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti ad un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze". "Non sarebbe piuttosto doveroso -chiede Benedetto XVI - far sì che restino al servizio della persona e del bene comune e favoriscano la formazione etica dell'uomo , nella crescita dell'uomo interiore?". Il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali di quest'anno, giunta alla sua 42/esima edizione, di quest'anno ha per tema "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla".&lt;br /&gt;'TROPPA VOLGARITA' E PUBBLICITA' OSSESSIVA'&lt;br /&gt;Papa Benedetto XVI, nel tradizionale messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ammonisce che dai mass media rischiano di abbattersi sull'umanità "possibilità abissali di male" e denuncia la "pubblicità ossessiva", l'imposizione di modelli e valori di vita "distorti", la "trasgressione, la volgarità e la violenza", usate per catturare il pubblico. I media - scrive Ratzinger - "possono e devono essere strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale"; tuttavia, avverte, "non manca il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l'uomo a logiche dettati dagli interessi dominanti del momento"&lt;br /&gt;Ratzinger, nel suo messaggio, punta il dito contro "una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva". "Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale", accusa il papa. "Inoltre - incalza - per favorire gli ascolti, la cosidetta audience, a volte non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza". "Vi è infine - aggiunge - la possibilità che, attraverso i media, vengano proposti e sostenuti modelli di sviluppo che aumentano anziché ridurre il divario tecnologico tra i paesi ricchi e quelli poveri".&lt;br /&gt;SECOLARISMO OCCIDENTALE PIU' SUBDOLO DI QUELLO MARXISTA&lt;br /&gt;CITTA' DEL VATICANO - "Il secolarismo di impronta occidentale, diverso e forse più subdolo di quello marxista presenta - ammonisce il Papa - segni che non possono non preoccuparci". Benedetto XVI pensa "ad esempio, alla ricerca sfrenata dei beni materiali, alla riduzione della natalità, e ancora al calo della pratica religiosa con una sensibile diminuzione delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata". Papa Ratzinger lo ha detto nel discorso ai vescovi sloveni, ricevuti per la visita "ad limina". "Incoraggio pertanto - ha detto ancora - la Chiesa che è in Slovenia a rispondere alla cultura materialistica ed egoistica con un coerente azione evangelizzatrice, che parta dalle parrocchie".&lt;br /&gt;Il Papa, tacciando di eccessivo "ottimismo" la Lettera pastorale dei vescovi sloveni del 23 aprile 2004, scritta alla vigilia dell'entrata del Paese nella Ue (primo maggio 2004), ha invitato a ricordare l'importanza che l'Europa, volendo "rimanere e diventare sempre più una terra di pace" non rinneghi "la componente principale sul piano spirituale ed etico del rispetto della dignità della persona umana, e cioé la componente cristiana". "Gli umanesimi - ha sottolineato papa Ratzinger - non sono tutti uguali, né sono equivalenti sotto il profilo morale; non mi riferisco qui agli aspetti religiosi, mi limito a quelli etico-sociali: a seconda della visione di uomo che si adotta, infatti, si hanno conseguenze diverse per la convivenza civile". "Se per esempio - ha osservato il Papa - si concepisce l'uomo, secondo una tendenza oggi diffusa, in modo individualistico, come giustificare lo sforzo per la costruzione di una comunità giusta e solidale?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANSA del 24-01-2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-6156145125980926706?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/6156145125980926706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=6156145125980926706' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6156145125980926706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6156145125980926706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/01/impedire-che-manipolatori-coscienze.html' title='IMPEDIRE CHE MANIPOLATORI COSCIENZE CONTROLLINO MEDIA'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-3103393343964945235</id><published>2008-01-06T18:18:00.000+01:00</published><updated>2008-01-06T18:26:55.379+01:00</updated><title type='text'>Se manca la vera speranza, si cerca la felicità nell'ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo</title><content type='html'>L'umanità è "lacerata" da "spinte di divisione e sopraffazione" e "conflitto di egoismi". E "non si può dire che la globalizzazione è sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro". Lo rimarca il Papa, aggiungendo che "i conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale". Benedetto XVI lo ha detto nella messa dell'Epifania.&lt;br /&gt;"Moderazione" e "vita sobria" non sono solo "una regola ascetica" ma anche "una via di salvezza per l'umanità": "é ormai evidente - ammonisce il Papa - che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per questo - aggiunge - c'é bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio". "C'é bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti".&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Se c'é una grande speranza - spiega papa Ratzinger - si può perseverare nella sobrietà. Se manca la vera speranza, si cerca la felicità nell'ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo".&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per questo la moderazione è la via di salvezza per l'umanità. E il coraggio che serve oggi è "quello dei Magi, che intrapresero un lungo viaggio seguendo una stella".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-3103393343964945235?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/3103393343964945235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=3103393343964945235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3103393343964945235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3103393343964945235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2008/01/se-manca-la-vera-speranza-si-cerca-la.html' title='Se manca la vera speranza, si cerca la felicità nell&apos;ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-58871184563350875</id><published>2007-12-09T23:06:00.001+01:00</published><updated>2007-12-09T23:06:28.469+01:00</updated><title type='text'>Il centuplo</title><content type='html'>Il paradiso per quanto sia collocato nell&amp;#39;eternit&amp;#224; non &amp;#232; un luogo in cui non si fa nulla. Si ama e lo si fa in un modo  straordinario, alla maniera di Dio. Noi qui, abbiamo tanti limiti e condizionamenti che ci tentano  e ci fanno temere di non avere abbastanza da bastare a noi stessi, che ci fanno credere che  condividere &amp;#232; un rischio, ma non solo nelle cose materiali, ma anche negli affetti. Tutta la nostra societ&amp;#224; consumistica si basa su un presupposto fondamentale: ci&amp;#242; che &amp;#232; scarso &amp;#232; un bene economicamente rilevante e per cui ha un prezzo. L&amp;#39;amore no, proprio non ci si riesce a metttergli sopra un&amp;#39;etichetta con il simbolo dell&amp;#39;euro e pi&amp;#249; se ne consuma e pi&amp;#249; se ne riproduce. L&amp;#39;amore fa paura alle leggi di mercato ed &amp;#232; per questo che &amp;#232; tanto osteggiato, dai media, dalla finanza, dal potere in tutte le sue forme. Tutti cercano di farci credere che l&amp;#39;amore non esiste che la violenza e l&amp;#39;egoismo prevalgono, che dobbiamo temere il prossimo quale  antagonista dei nostri bisogni. Se non abbiamo paura non correremmo mai ad accaparrarci ci&amp;#242; che pu&amp;#242; consolarci, appagare e darci soddisfazione o quanto meno subito piacere, in questo mare di precariet&amp;#224;. Non andremmo a consumare per sentirci vivi, per dire a noi stessi che valiamo qualcosa. Ma l&amp;#39;amore osteggiato, quello che tanto fa paura alle leggi economiche, &amp;#232; Dio stesso. Dio &amp;#232; amore, se accolto pienamente e, via, via, senza riserve, ci dona pace e pienezza  cosi forti da non aver bisogno di nulla, ma solo di condividere. Dio &amp;#232; amore che a partire da  se, fra le tre santissime persone della Trinit&amp;#224;, trabocca ed entra per sua essenza in relazione con altro da se, nella sua forza creatrice e generatrice ama profondamente sempre l&amp;#39;altro, anche ciascuno di noi. Allora amando il prossimo oggi e non pi&amp;#249; solo noi stessi, andiamo ad anticipare il paradiso, nonostante i nostri limiti umani, possiamo gi&amp;#224; godere del centuplo di ci&amp;#242; che sar&amp;#224; amare alla maniera di Dio, guardando attraverso i suoi occhi.&lt;br&gt;Il centuplo possibile gi&amp;#224; su questa terra passa dall&amp;#39;accogliere Ges&amp;#249; nel nostro cuore, Egli che &amp;#232; amore, via, verit&amp;#224; e vita, ci consiglia di passare attraverso l&amp;#39;amore del prossimo per imparare ad essere vivi, e realizzare il nostro essere ad immagine e somiglianza di Lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-58871184563350875?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/58871184563350875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=58871184563350875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/58871184563350875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/58871184563350875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/12/il-centuplo.html' title='Il centuplo'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-6923939007769063515</id><published>2007-12-07T22:30:00.000+01:00</published><updated>2007-12-07T23:47:07.235+01:00</updated><title type='text'>Benigni: una conversione che passa dalla cultura</title><content type='html'>Qualcuno finalmente se ne è accorto !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La settimana scorsa è andato in onda su Rai Uno spettacolo del comico Roberto Benigni che ha registrato ascolti altissimi. Si è trattato, a momenti, di una lezione di altissima comunicazione religiosa, oltre che artistica e letteraria, da cui ci sarebbe tanto da imparare da parte di noi predicatori: capacità di dar voce al senso dell’eterno nell’uomo, la meraviglia di fronte al mistero, all’arte, alla bellezza e al semplice fatto di esistere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo ha affermato padre Raniero Cantalamessa nella prima predica d'Avvento da lui proposta questa mattina a Benedetto XVI e ai cardinali e prelati della Curia Romana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.zenit.org/article-12806?l=italian"&gt;Zenit 07/12/2007&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/07_dicembre_07/predicatore_benigni_agostino_3248ef42-a4f3-11dc-be62-0003ba99c53b.shtml"&gt;Corriere della Sera.it del 7/12/2007&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma già prima &lt;a href="http://www.antoniosocci.it/"&gt;Antonio Socci &lt;/a&gt;a giugno 2007 aveva scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Benigni in realtà è un testimone convincente e commovente perché il suo stupore di fronte a Cristo o alla bellissima Vergine Maria, è evidente. In questo senso il suo inizio di conversione attraverso Dante è lo spettacolo più bello e struggente. Ma non lo capisce nessuno."&lt;br /&gt;LIBERO 23 giugno 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-6923939007769063515?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.zenit.org/article-12806?l=italian' title='Benigni: una conversione che passa dalla cultura'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/6923939007769063515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=6923939007769063515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6923939007769063515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6923939007769063515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/12/benigniuna-conversione-che-passadalla.html' title='Benigni: una conversione che passa dalla cultura'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-764312751628731469</id><published>2007-12-01T16:47:00.000+01:00</published><updated>2007-12-01T16:55:25.386+01:00</updated><title type='text'>I PALINSESTI UFFICIALI, QUELLI FAI-DA- TE E LE ATTESE DEL PUBBLICO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;- Se il Dante di Benigni si spinge nella notte della tv -&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c’è niente da fare: ormai la televisione vive in un mondo tutto suo. Così diverso dal nostro, da sembrarci, a volte, capovolto. Prendete lo show di Roberto Benigni su Raiuno. In prima serata, quando davanti allo schermo c’erano migliaia di bambini, il comico ha fatto il giullare, inanellando una serie di battute sferzanti, accompagnate da un turpiloquio fastidioso. Così, chi non poteva o non voleva reggerle, è stato costretto a cambiar canale, perdendosi magari la seconda parte dello show che ha toccato vette sublimi. Tutta colpa delle cosiddette «regole televisive». Quelle che impongono ai programmi di prima serata di essere «veloci» e magari «feroci»; di non essere «troppo impegnativi» o – non sia mai – «difficili». E se un grande come Benigni propone Dante in prima serata? Beh, deve «alleggerirlo» con un po’ di satira politica spinta. Come fosse una medicina amara che abbisogna di un po’ di zucchero per essere mandata giù. A leggere certi giornali, il giorno dopo, hanno ragione loro. Di che cosa si scrive? Non certo di Benigni che ci ha commossi parlando della Madonna, dei poveri («Cristo ha dato un nome a ogni povero: il suo. Sul volto di chi soffre c’è quello di Dio») o del fatto che «anche chi non crede che siamo fatti da Dio, non può non sentire nel profondo che siamo fatti di Dio». Queste sono cose minime. Forse, per certi laici, persino un po’ 'volgari'. Meglio, molto meglio raccontare la solita battuta su Mastella o su Berlusconi, omettendo completamente la parte più profonda e spirituale dello show di Benigni. Quella è 'roba' da seconda serata. Quando i bambini vanno a letto. Non stupitevi, quindi, se giovedì prossimo, quando Benigni affronterà l’ultimo canto del Paradiso, il suo programma andrà in onda alle 23. La preghiera di San Bernardo alla Vergine e la visione di Dio, della Trinità e dell’Incarnazione che chiudono la Divina Commedia sono troppo forti per andare in onda in prima serata. Alle 21 si mandano i delitti, i film zeppi di sesso e violenza, le fiction volgari, ma non certe 'follie'. Dovete capirli: hanno paura di perdere ascolto. Nel mondo della tv che pensa solo all’Auditel, se Raiuno perde delle serate contro Canale 5 per avere 'osato' trasmettere soltanto la Divina Commedia senza satira e volgarità, succede il finimondo. Sanno benissimo che chi paga il canone vorrebbe un’altra tv, ma c’è una gara da vincere. A ogni costo. Anche ribaltando il mondo. Chi può, ormai, si (ri)costruisce un proprio palinsesto televisivo a misura d’uomo con i videoregistratori, con My Sky e con il satellite. E gli altri? Ah, già: esistete anche voi. Voi che seguite i programmi tv insieme ai figli e che sempre più spesso dovete fare lo slalom tra i canali. Mi dispiace: per gli esperti tv, voi contate poco. Siete fuori moda. Peggio: avete gusti troppo normali.&lt;br /&gt;GIGIO RANCILIO - Avvenire del 01/12/2007&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-764312751628731469?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/764312751628731469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=764312751628731469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/764312751628731469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/764312751628731469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/12/i-palinsesti-ufficiali-quelli-fai-da-te.html' title='I PALINSESTI UFFICIALI, QUELLI FAI-DA- TE E LE ATTESE DEL PUBBLICO'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-6815971980914860695</id><published>2007-11-30T13:10:00.000+01:00</published><updated>2007-11-30T13:12:38.477+01:00</updated><title type='text'>Roberto Benigni: alcune sue frasi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;«Dopo avere letto la Divina Commedia gli altri li vediamo non come persone ma come scrigni di un enorme mistero»&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Viva chi ha fatto la moratoria sulla pena di morte. Quando vediamo i monaci birmani, i ragazzi di Locri, quelli che non vogliono pagare il pizzo ci ricordiamo che l’avvenire migliore non si subisce, ma lo si costruisce» &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Il senso della vita è dentro di noi. Anche chi non crede che siamo fatti da Dio, non può non negare che siamo fatti di Dio». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Il più bel dono che abbiamo avuto è il libero arbitrio. Peccato che lo usiamo pochissimo. Essere vivi significa capire che dobbiamo scegliere» &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Quando ci innamoriamo sentiamo dentro di noi la scintilla dell’eternità» «Siccome siamo liberi, Dio dà agli uomini quello che hanno scelto» &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Se sbagliamo il rapporto col sesso e con l’amore, sbagliamo tutta la nostra vita. I lussuriosi sono quelli che hanno scelto il buio degli istinti» &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Cristo ha dato un nome ad ogni povero: il suo. Ogni povero si chiama Cristo. Cristo è l’antenato di ogni povero, di ogni disperato»&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;RAI UNO 29/11/2007&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-6815971980914860695?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/6815971980914860695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=6815971980914860695' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6815971980914860695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6815971980914860695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/11/roberto-beningni-alcune-sue-frasi.html' title='Roberto Benigni: alcune sue frasi'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-193124088233435049</id><published>2007-11-26T12:51:00.000+01:00</published><updated>2007-11-26T12:52:15.706+01:00</updated><title type='text'>L’ospite inquietante</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il nichilismo che è la negazione di ogni valore è anche quello che Nietzsche chiama “il più inquietante fra tutti gli ospiti”. Siamo nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si è nutrita l’età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che modella l’età della tecnica sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell’esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A cura della redazione di www.feltrinelli.it&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-193124088233435049?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://eventi.feltrinelli.it:8080/ramgen/audio/feltrinelli/st01/galimb_ospite.rm' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/193124088233435049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=193124088233435049' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/193124088233435049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/193124088233435049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/11/lospite-inquietante.html' title='L’ospite inquietante'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-5423393692403814092</id><published>2007-11-25T16:49:00.000+01:00</published><updated>2007-11-25T16:56:11.921+01:00</updated><title type='text'>Bisogna aprirsi ad un amore che viene fuori da noi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tutti siamo vocati alla solidarietà ma se questo agire è nutrito di puro logos e di pura ragione e non é trascinato da un eros luminoso, il nostro agape, il nostro amore solidale rischia di trasformarsi ln una pratica pietistica, in una pratica moralistica ripetitiva e disanimata. Questo eros deve incontrare la luce di un amore che vede, nell'incontro con l'altro, l'eros verso il divino. Bisogna aprirsi ad un amore che viene fuori da noi, perché se pensiamo che tutto questo possa essere risolto con la nostra ragione, i nostri calcoli e le nostre chiacchiere, e non ci apriamo ad una Grazia che viene dal di fuori, tutti i nostri sforzi sono nulli, ma per fortuna tutto è grazia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da EROSAGAPE di A. Meluzzi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-5423393692403814092?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/5423393692403814092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=5423393692403814092' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5423393692403814092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5423393692403814092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/11/bisogna-aprirsi-ad-un-amore-che-viene.html' title='Bisogna aprirsi ad un amore che viene fuori da noi'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-7732596879065468042</id><published>2007-10-30T10:34:00.001+01:00</published><updated>2007-10-30T10:34:05.930+01:00</updated><title type='text'>Il dolce peso</title><content type='html'>Non separare mai il Figlio dalla Madre!  Non togliere mai Ges&amp;#249; dalle braccia della Madonna!  S. Giacinto era priore del convento domenicano di Kiev. Stava pregando in chiesa, quando ud&amp;#236; le urla dei Tartari invasori, che erano giunti a saccheggiare la sua citt&amp;#224;. Che fare? Prende con s&amp;#233; l&amp;#39;Eucaristia e fugge frettoloso verso la porta. Ma proprio, mentre ne usciva, una bella e grande statua di Maria, posta vicino all&amp;#39;altare, lo chiama ben tre volte. Fra&amp;#39; Giacinto meravigliato chiede: Vergine Santissima, cosa volete da me che sto portando in salvo il vostro Ges&amp;#249;? Maria risponde: Mio caro Giacinto, come posso restare senza Ges&amp;#249;? Porta via anche me con lui, mia unica gioia, mia unica vita. Riprende il santo: Madonna mia, io vi porterei via volentieri, ma voi siete troppo, troppo grande per le mie deboli forze! Maria replica: Oh! Se tu avessi un po&amp;#39; d&amp;#39;amore, ti sarebbe facile trasportarmi con Ges&amp;#249;. E il santo: D&amp;#39;amore per voi, Vergine Santissima, scoppia il mio cuore! Ci&amp;#242; detto, abbraccia la statua e se la porta con se con una facilit&amp;#224;  estrema, perch&amp;#233; la statua non ha pi&amp;#249; peso. Cos&amp;#236; con Ges&amp;#249; Eucaristico e con Maria tra le braccia S. Giacinto supera ogni pericolo e giunge felicemente a Cracovia, dove trova rifugio e pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-7732596879065468042?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/7732596879065468042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=7732596879065468042' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7732596879065468042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/7732596879065468042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/10/il-dolce-peso.html' title='Il dolce peso'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-1775856749183708398</id><published>2007-09-25T21:39:00.001+02:00</published><updated>2007-09-26T12:34:05.096+02:00</updated><title type='text'>L'importanza del rapporto personale tra medico e paziente</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La medicina, intesa come esercizio empirico, è allora indubbiamente un'arte, ed è anche certamente una scienza, perché possiede le caratteristiche scientifiche della verificabilità, della riproducibilità dei risultati, dell'identificabilità degli elementi teorici e concettuali che la fondano. Ma è anche inesorabilmente una filosofia: almeno nel momento in cui rimanda a una visione olistica e integrata dell'essere umano. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Per nostra fortuna, la figura del medico come uomo cultore delle lettere (il medico-scrittore, il medico-poeta) non si è mai del tutto sperduta. Si sta invece progressivamente perdendo la centralità del soggetto nell'azione medica. Abbiamo oggi a disposizione una Medicina, figlia legittima della Medicina ottocentesca, molto tecnologica, molto meccanica, molto quantitativa e fondata sulla causalità lineare, tanto che molti parlano, non nascondendo un certo entusiasmo, di una medicina basata sull'evidenza. E tutto ciò che rimanda alla soggettività appare come un ingombro, una pericolosa perturbazione, un elemento svantaggioso nel rigore puntuale dell'azione diagnostica e terapeutica. &lt;p align="justify"&gt;Ad esempio, se accettiamo l'idea che uno studio farmacologico debba esser fatto in doppio cieco, sanciamo il principio che l'aspettativa sia del paziente, sia dello sperimentatore e del medico - nei confronti della validità e dell'efficacia di un farmaco, o di un procedinaento terapeutico, sia in grado di influenzarne l'esito in modo determinante. &lt;p align="justify"&gt;La puntualità e l'estremo rigore tipici del processo scientifico non vanno granché d'accordo con l'etica e l'umanità: se voglio una sperimentazione pulita, devo sacrificare la qualità della relazione medico-paziente, che è il fattore importante e che incide sulla qualità di salute del malato; e devo sacrificare arte e pulsione medica che mi spingono a soccorrere quell'individuo con ogni mezzo che ho a disposizione. In un quadro come questo, il soggetto è evidentemente elemento di disturbo, e diventa oggetto; di una ricerca, di una cura, poco importa: è già passato in secondo piano. &lt;p align="justify"&gt;La nostra medicina e la nostra biologia sono infatti ancorate ai vecchi schemi della fisica, quella galileiana e newtoniana e stentano a incorporare le acquisizioni recenti della fisica contemporanea, cioè le teorie della relatività e dei quanti. Cosi la mentalità del medico e del biologo è rimasta rigidamente deterministica, mentre avremmo a disposizione nuovi modelli scientifici i cui orizzonti sono screziati di dimensioni che quasi sconfinano nella metafisica. &lt;p align="justify"&gt;Solo per fare un esempio, è stato teorizzato un principio, noto come principio di Heisenberg, che mostra come nel momento in cui quantifico un fenomeno (foss'anche la traiettoria di un elettrone), interferisco con questo, poiché entro nelle sue dinamiche e altero i suoi equilibri (nel nostro esempio, altero i campi elettromagnetici che lo circondano, e cosi via). Il risultato è che quel che oggettivamente riesco a misurare in quel momento non è mai ciò che sarebbe se io non fossi intervenuto. &lt;p align="justify"&gt;Eppure vediamo che la storia della medicina sta andando esattamente nella direzione opposta, verso la mortificazione del soggettivo e dell'intersoggettività. E non solo quando si tratta di ricerca e sperimentazione, ma anche quando il medico di base si rapporta al suo assistito: cioè, laddove la relazione potrebbe dare il meglio di sé a beneficio di quel paziente. &lt;p align="justify"&gt;E anche per questo che oggi assistiamo a un'ascesa così eclatante delle medicine, o pseudo-medicine, alternative: omeopatia, medicina cinese, reiki, pranoterapia, eccetera. Un'ascesa che non è dovuta al fatto che questi rimedi siano efficaci e che la medicina tradizionale sia invece inefficace. Il loro successo nasce dal fatto che essi sono modelli vitalistici centrati sulla persona sofferente. Chiunque, pagando una cifra ragionevole, può essere ricevuto da uno di questi guaritori, come si fanno chiamare, e può ottenere finalmente di essere ascoltato attentamente sui propri problemi. Non è affatto poco. E ottiene inoltre una serie di prescrizioni, per lo più innocue, ma caratterizzate da un significato placebo molto forte, come i fiori di Bach, l'imposizione delle mani o le pietre calde. Alla fine dell'ora di terapia il cliente ha ottenuto un duplice vantaggio: l'ascolto e un placebo. E tanta gente è disposta a pagare per questo, perché non sono articoli facili da reperire altrove.&lt;br /&gt;Da EROSAGAPE di A. Meluzzi&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-1775856749183708398?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/1775856749183708398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=1775856749183708398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1775856749183708398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1775856749183708398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/09/limportanza-del-rapporto-personale-tra.html' title='L&apos;importanza del rapporto personale tra medico e paziente'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-1262053144904732004</id><published>2007-09-21T23:17:00.001+02:00</published><updated>2007-09-26T22:30:15.621+02:00</updated><title type='text'>Servire in umiltà</title><content type='html'>Se vogliamo incontrare il dolore degli altri dobbiamo anzitutto riconciliarci con il dolore che sta dentro di noi. Per poter curare dobbiamo prendere atto del nostro bisogno di essere curati. Per poter accogliere gli altri, dobbiamo prendere atto che noi stessi abbiamo bisogno di essere accolti. Questo giusto modo di servire rende l'operatore umile. Egli non assume una posizione di superiorità di fronte all'altro, per quanto misera possa essere sul momento la sua situazione. Cristo ha preso l'ultimo posto nel mondo - la croce - e proprio con questa umiltà radicale ci ha redenti e costantemente ci aiuta. Chi è in condizione di aiutare riconosce che proprio in questo modo viene aiutato anche lui; non è suo merito, né titolo di vanto il fatto di poter aiutare. Questo compito è grazia.&lt;br /&gt;Papa Benedetto XVI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-1262053144904732004?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/1262053144904732004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=1262053144904732004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1262053144904732004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1262053144904732004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/09/servire-in-umilt.html' title='Servire in umiltà'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-1008105106532880523</id><published>2007-05-28T23:59:00.000+02:00</published><updated>2007-05-29T00:02:37.224+02:00</updated><title type='text'>Chi non arde non incendia</title><content type='html'>Il Beato Allamano diceva:“Prima santi, poi missionari. Chi non arde non incendia, chi non ha fuoco di carità non può comunicarlo. Non bisogna trascurare l’unione con Dio e trascurare la propria santificazione per dedicarsi agli Altri” e San Bernardo ribadiva: “Siate prima conche e poi canali”. E’ infatti vero che se vogliamo dedicarci proficuamente agli Altri dobbiamo, prima di tutto, essere ricchi noi di Qualcuno che ci riempia, che indirizzi le nostre azioni e che ci doni anche la forza per compiere le nostre opere.&lt;br /&gt;Da Lectio Divina - Marzo 2007&lt;br /&gt;PADRE UGO POZZOLI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-1008105106532880523?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/1008105106532880523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=1008105106532880523' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1008105106532880523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/1008105106532880523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/05/chi-non-arde-non-incendia.html' title='Chi non arde non incendia'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-6001256287022577717</id><published>2007-05-11T01:14:00.000+02:00</published><updated>2007-09-22T11:15:01.027+02:00</updated><title type='text'>Sostare nel deserto. So stare nel deserto ?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sostare vuol dire interrompere, almeno, per un attimo, il ritmo di questo flusso temporale concitato e percepire il tempo dell'attesa, che non è tempo vuoto, non è tempo sprecato.&lt;br /&gt;È invece un tempo in cui la frenesia dell'azione lascia spazio all'esperienza riflessiva e auto-riflessiva. Il tempo, come la musica che non è fatta solo di sole note, richiede alcune pause. Poiché senza pause non può esservi né musica, né ritmo.&lt;br /&gt;Senza pause non ci potrebbe essere quella percezione del "prima" e del "dopo" che rende il tempo tale: percezione lineare. Ma tale percezione lineare che collega un prima, un durante e un dopo, è soltanto un'artificiosa costruzione della nostra mente. La sobria fisica quantistica ci spiega che quello che noi diamo per scontato e crediamo oggettiva realtà non è che il risultato del funzionamento della nostra coscienza. Tutte le riflessioni di materialismo ingenuo che una certa visione scientista e meccanicistica del mondo ci ha somministrato negli ultimi quattro secoli di storia occidentale, e cioè la fede nell'esistenza di una realtà dura e pura, fatta di precise leggi, di puntuali relazioni causa-effetto e stimolo-risposta, si è rivelate infondata alla luce degli studi più recenti sul funzionamento della materia. Non esiste quindi una realtà là fuori, almeno per come la intendiamo noi. Quel che percepiamo è il risultato del funzionamento della nostra mente. La nostra dimensione del tempo, quella che ci appartiene come esseri umani, non si esaurisce qui: ha bisogno della dimensione dell'eterno, l'unica che possa uscire dalla dimensione coatta e rigida della scansione del prima, del durante e del dopo. La sfida dell'eterno ci coglie in particolare nei momenti estremi della vita, la nascita e la morte, ed è come se la nostra vita, che possiamo immaginare come un brulicante bazar, fosse appesa in realtà a due deserti, o due spazi vuoti, che la nostra mente non riesce a riempire: uno prima della nostra nascita, e uno dopo la nostra morte. E' l'aspetto più profondo della nostra continua e ineludibile domanda: da dove vengo?, dove vado e perché? Dov'ero prima di nascere? Dove sarò dopo la morte? Di cos'è intessuto il nulla e come può esistere se non lo riesco neppure a immaginare? Il deserto, lungi dall'essere solitudine sconsolata o luogo maledetto, è invece un luogo in cui tutti coloro che hanno voluto misurarsi con il tempo dell'eterno hanno dovuto raccogliersi. Il luogo dove è più facile confrontarsi con la ricerca di se e delle proprie radici.&lt;br /&gt;Bisogna essere soli per non essere mai soli, affermava paradossalmente un autore spirituale, consapevole che la solitudine era popolata da Dio e dal mondo che lo circondava.&lt;br /&gt;Questo tipo di solitudine è una benedizione perché corrisponde al silenzio interiore ed esteriore, presupposto per l'esperiamo mistica. Diversamente dalla solitudine cosi intesa, come luogo di confronto con l'eterno, è invece l'isolamento che è vuoto e abbandono, incomunicabilità e autismo spirituale senza intimo raccoglimento, è quella brulicante solitudine che si sperimenta anche se immersi nella folla.&lt;br /&gt;Tratto dal testo di Alessandro Meluzzi-"ErosAgape"&lt;br /&gt;Edizioni OCD-2006.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-6001256287022577717?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/6001256287022577717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=6001256287022577717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6001256287022577717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/6001256287022577717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/05/sostare-nel-deserto-so-stare-nel.html' title='Sostare nel deserto. So stare nel deserto ?'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-3496773094682723459</id><published>2007-02-19T08:25:00.000+01:00</published><updated>2007-02-19T00:47:17.490+01:00</updated><title type='text'>Leadership, funzioni fondamentali, errori frequenti</title><content type='html'>&lt;span style="color:#006600;"&gt;La leadership in un'istituzione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1- Definisce la missione ed il ruolo dell'istituzione:&lt;/strong&gt; indica una prospettiva generale di azione che ricomprende e subordina tutte le attività di routine&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2-Incorpora lo scopo nell'istituzione:&lt;/strong&gt; non solo diffonde modi di pensare e di agire ma cerca di creare un'identità collettiva in modo che tutti interiorizzino gli scopi dell'istituzione&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3-Difende l'integrità istituzionale:&lt;/strong&gt; ridefinisce continuamente l'azione svolta mediante bilanci, celebrazioni, analisi critiche, trova elementi di continuità, indica nuove strade ed obiettivi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4-Compone i conflitti interni:&lt;/strong&gt; media e risolve i conflitti interni cercando di ottenere il consenso delle parti che si vedono tutelate dei loro interessi legittimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Rischia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1-Fuga nella tecnologia:&lt;/strong&gt; quando in carenza di obiettivi strategici si concentra sulla acquisizione di mezzi come se fossero un surrogato dei fini&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2-Opportunismo:&lt;/strong&gt; quando persegue fini a breve termine senza una visione di largo respiro, facendo perdere l'identità dell'istituzione perchè non riconducibili alla sua cultura.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3-Utopismo:&lt;/strong&gt; quando persegue obiettivi non raggiungibili in base a pure questioni ideologiche, lasciando inoltre il campo, in assenza di risultati, a facili scelte opportunistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Selznick 1957&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-3496773094682723459?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/3496773094682723459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=3496773094682723459' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3496773094682723459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/3496773094682723459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/02/leadership-funzioni-fondamentali-errori.html' title='Leadership, funzioni fondamentali, errori frequenti'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-5644648128270810368</id><published>2007-02-18T22:43:00.000+01:00</published><updated>2007-02-19T00:46:22.993+01:00</updated><title type='text'>C'è molta soggettività nella razionalità umana</title><content type='html'>"Ciò che la persona vuole e ama, influenza ciò che la persona vede e ciò che vede, influenza ciò che vuole e ama" Hebert Simon - Simon 1947 trad. it. 1958 pag. 189&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-5644648128270810368?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/5644648128270810368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=5644648128270810368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5644648128270810368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5644648128270810368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/02/c-molta-soggettivit-nella-razionalit.html' title='C&apos;è molta soggettività nella razionalità umana'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-5155374632403808691</id><published>2007-02-04T19:12:00.000+01:00</published><updated>2007-02-04T19:16:00.191+01:00</updated><title type='text'>Solo un io vulnerabile può amare il suo prossimo</title><content type='html'>L'esperienza della Croce insegna che l'amore non si pone come forza che si china sulla debolezza dell'altro, ma è assunzione piena della propria debolezza, secondo l'assioma di Lévinas: "Solo un io vulnerabile può amare il suo prossimo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-5155374632403808691?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/5155374632403808691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=5155374632403808691' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5155374632403808691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/5155374632403808691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2007/02/solo-un-io-vulnerabile-pu-amare-il-suo.html' title='Solo un io vulnerabile può amare il suo prossimo'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-116647129901558650</id><published>2006-12-18T20:37:00.000+01:00</published><updated>2006-12-21T23:29:10.786+01:00</updated><title type='text'>Sono nato nudo</title><content type='html'>Sono nato nudo, dice Dio, &lt;br /&gt;perché tu sappia spogliarti di te stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato povero, &lt;br /&gt;perché tu possa soccorrere chi è povero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato debole, dice Dio, &lt;br /&gt;perché tu non abbia mai paura di me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato per amore&lt;br /&gt;perché tu non dubiti mai del mio amore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono una persona, dice Dio, &lt;br /&gt;perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato perseguitato &lt;br /&gt;perché tu sappia accettare le difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato nella semplicità &lt;br /&gt;perché tu smetta di essere complicato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato nella tua vita, dice Dio, &lt;br /&gt;per portare tutti alla casa del Padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LAMBERT NOBEN&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-116647129901558650?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/116647129901558650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=116647129901558650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/116647129901558650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/116647129901558650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/12/sono-nato-nudo.html' title='Sono nato nudo'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-115933935325201452</id><published>2006-09-27T08:42:00.000+02:00</published><updated>2006-09-27T23:39:50.973+02:00</updated><title type='text'>Cambio di obiettivi</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-post"&gt;Ho scoperto oggi la differenza profonda tra quando pregavo, Signore, per riuscire nei miei impegni quotidiani e quando,invece, ho cominciato a chiederti di aiutarmi a svolgerli secondo la tua volontà, come strumento per realizzare i tuoi progetti attorno a me. Grazie.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-115933935325201452?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/115933935325201452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=115933935325201452' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/115933935325201452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/115933935325201452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/09/cambio-di-obiettivi.html' title='Cambio di obiettivi'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-115749589666192138</id><published>2006-09-06T00:35:00.000+02:00</published><updated>2006-09-06T00:38:16.673+02:00</updated><title type='text'>Il cristianesimo è entrato nel mondo come la "bella notizia" non come una lamentela</title><content type='html'>Anche duemila anni fa c’era l’orrore: lo schiavismo, l’arbitrio totale dei potenti sui deboli, infanticidi, depravazioni mostruose, massacri, stupri. &lt;strong&gt;Ma il cristianesimo è entrato nel mondo come “la bella notizia” (Dio è uno fra noi), non come una lamentela&lt;/strong&gt;. Sembra di poter leggere questo inizio di pontificato di Benedetto XVI con una pagina di Péguy: “C’era la cattiveria dei tempi anche sotto i Romani. Ma Gesù venne. Non perse i suoi anni a gemere ed interpellare la cattiveria dei tempi. Egli tagliò corto. In un modo molto semplice. Facendo il cristianesimo. Egli non si mise a incriminare, ad accusare qualcuno. Eglì salvò. Non incriminò il mondo. Egli salvò il mondo”&lt;br /&gt;Antonio Socci - 1/9/2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-115749589666192138?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm?circuit=Main&amp;name=CaricaOggetto&amp;modalita=view&amp;id=374' title='Il cristianesimo è entrato nel mondo come la &quot;bella notizia&quot; non come una lamentela'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/115749589666192138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=115749589666192138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/115749589666192138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/115749589666192138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/09/il-cristianesimo-entrato-nel-mondo.html' title='Il cristianesimo è entrato nel mondo come la &quot;bella notizia&quot; non come una lamentela'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-115132112705099363</id><published>2006-06-26T13:20:00.000+02:00</published><updated>2006-06-26T13:27:46.653+02:00</updated><title type='text'>Le persone vengono nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita</title><content type='html'>Ringrazio Paolo affettuosamente per avermi inviato questo messaggio. Lo pubblico perchè sappia che anche lui è una persona venuta nella mia vita...&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Le persone vengono nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita. Quando saprai perché, saprai cosa fare con quella persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando qualcuno è nella tua vita per una RAGIONE, di solito è per soddisfare un bisogno cha hai espresso Sono venuti per assistertiattraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Possono sembrare comeun dono del cielo e lo sono. Loro sono lì per il motivo per cui tu hai bisogno che ci siano.&lt;br /&gt;Quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o in un momento meno opportuno, questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione a una fine.&lt;br /&gt;Qualche volta loro muoiono. Qualche volta se ne vanno. Qualche volta si comportano male e ti costringono a prendere una decisione. Ciò che dobbiamo capire è che il nostro bisogno è stato soddisfatto, il nostro desiderio realizzato, il loro lavoro è finito. La tua preghieraha avuto una risposta e ora è il momento di andare avanti.&lt;br /&gt;Alcune persone vengono nella nostra vita per una STAGIONE, perché è arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare.Loro ti portano un esperienza di pace o ti fanno ridere. Possono insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Di solito ti danno un incredibilequantità di gioia. Credici, è vero. Ma solo per una stagione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le relazioni che durano TUTTA LA VITA ti insegnano lezioni che durano TUTTA LA VITA, cose che devi costruire al fine di avere dellesolide fondamenta emotive. Il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazionie aree della tua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che l'amore è cieco ma l'amicizia è chiaroveggente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie per essere una parte della mia vita, che sia una ragione, una stagione o tutta la vita."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-115132112705099363?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/115132112705099363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=115132112705099363' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/115132112705099363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/115132112705099363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/06/le-persone-vengono-nella-tua-vita-per.html' title='Le persone vengono nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-114548064915833663</id><published>2006-04-19T23:04:00.000+02:00</published><updated>2006-04-19T23:04:09.226+02:00</updated><title type='text'>Càpita di Gina Lagorio</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-post"&gt;«Càpita da giovani. Càpita da vecchi. Càpita al buio. Càpita che suoni positivo.»&lt;/p&gt;&lt;p class="mobile-post"&gt;«Càpita che sia negativo. Se càpita negativo, affrettati ad accettare Se è positivo e lo sai, vivilo in pienezza. Perché cè tempo per ogni cosa, se càpita. E non tutto è triste o squallido o insensato. La speranza càpita ed è nutrita dalla lievità della gioia. E anche volersi bene è giusto che càpiti, perché se non capita, non riuscirai ad amare gli altri. E passerai come unombra nel nulla».&lt;/p&gt;&lt;p class="mobile-post"&gt;«Càpita che si viva tutta una vita senza imbattersi in una malattia che invece a un certo punto prenderà per te la faccia del destino. Càpita di essere felici senza saperlo, di dare generosamente senza pensare di essere generosi e càpita di scoprire che la gratitudine è un sentimento raro poco sentito e poco praticato; càpita di essere delusi da qualcuno che non ti aveva illuso ma solo incidentalmente sfiorato. Càpita di veder rovesciata lesistenza in un attimo e càpita che per essere ancora un po simile a quel che eri prima, ci vogliano mesi e mesi di pazienza e di attesa.»&lt;/p&gt;&lt;p class="mobile-post"&gt;Da "Càpita" di Gina Lagorio, Ed. Garzanti 2005&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-114548064915833663?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/114548064915833663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=114548064915833663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/114548064915833663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/114548064915833663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/04/cpita-di-gina-lagorio.html' title='Càpita di Gina Lagorio'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-114495410205781988</id><published>2006-04-13T20:46:00.000+02:00</published><updated>2006-04-13T20:48:22.093+02:00</updated><title type='text'>Detto a quattro anni...</title><content type='html'>Questa mattina appena sveglio, Luciano mi ha detto: "tutte le cose non durano sempre. Solo l'amore e Gesù non finiscono mai ... vero papà ?"&lt;br /&gt;Un buon giorno sul serio !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-114495410205781988?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/114495410205781988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/114495410205781988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/04/detto-quattro-anni.html' title='Detto a quattro anni...'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-114422909310213529</id><published>2006-04-05T11:23:00.000+02:00</published><updated>2006-04-05T11:25:46.796+02:00</updated><title type='text'>La sincerità che ferisce</title><content type='html'>Gli amici si dicono sinceri, ma in realtà sinceri sono i nemici. Pochi immaginano - al di là degli addetti ai lavori - che un serioso e rigoroso filosofo come il tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1860) abbia composto un saggio intitolato L'arte di insultare. Per amore del cielo, lungi da noi l'idea di favorire una simile arte, soprattutto ai nostri giorni in cui questo esercizio è praticato con uno zelo degno di miglior causa, a partire dal mondo della politica. Eppure, sotto sotto, scavando in alcuni insulti, spogliandoli del loro manto di astio, si vede brillare - sia pure compressa e umiliata - una gemma di verità. È questo che Schopenhauer vuole dirci con la citazione che abbiamo tratto da quel suo saggio. Se proviamo ad essere schietti con noi stessi, dobbiamo confessare che più di una volta nella vita non siamo stati sinceri con gli amici, talora per affetto, altre volte per non perderli, e forse in qualche caso per interesse e quieto vivere. Il nemico, invece, non esita a scagliare contro l'altro - è vero - fango, ma spesso anche quella verità che ferisce, e tuttavia è dall'amico o ignorata o celata. Bisognerebbe, allora, tentare almeno qualche volta di dire agli amici quello che pensiamo di loro senza reticenze e invitarli a fare il parallelo con noi. Proposito nobile e santo, ma ho il sospetto che, pur con tutte le cautele adottate, ben poche amicizie resisterebbero. E allora siamo votati all'ipocrisia? O è giusto rischiare di perdere un'amicizia secondo l'asserto dell'amicus Plato sed magis amica veritas (Platone sarà pure un amico, ma più amica dev'essere la verità)?&lt;br /&gt;Gianfranco Ravasi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-114422909310213529?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/114422909310213529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=114422909310213529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/114422909310213529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/114422909310213529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/04/la-sincerit-che-ferisce.html' title='La sincerità che ferisce'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113944379481542675</id><published>2006-02-09T01:03:00.000+01:00</published><updated>2006-02-11T13:20:04.540+01:00</updated><title type='text'>Cristiani di serie "A" o "B"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Vangelo è Gesù, il Verbo che si è fatto carne. Quanti buoni libri in casa per la nostra crescita culturale, umana e sociale. Esistono molte persone che si adoperano per il prossimo, che sono tutt'altro che egoiste o, indifferenti. La domanda che mi pongo è se siamo cristiani di serie "A" o di serie "B". Non intendo &lt;em&gt;a&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;b&lt;/em&gt; come categorie l'una superiore all'altra, ma come iniziali delle parole &lt;em&gt;amore&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;bontà&lt;/em&gt;. L'inclinazione al prossimo, l'istintiva bontà, l'indole docile e mansueta, come tutte le facoltà umane, sono sottoposte alle umane vicissitudini: possono crollare od essere spazzate via dagli eventi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'amore del prossimo basato sul Vangelo, sulla continua ricerca di Dio, ci porta invece a fare di Gesù la roccia su cui costruire la nostra vita. Questa continua ricerca di Amore, con la grazia di Dio, ci porta a vivere in Lui e far vivere Lui in noi. Non sono più le nostre forze a sorreggerci ma quelle divine, non più solo quelle della nostra bontà, ma quelle trasformate in amore con la "A" maiuscola.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113944379481542675?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113944379481542675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113944379481542675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113944379481542675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113944379481542675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2006/02/cristiani-di-serie-o-b.html' title='Cristiani di serie &quot;A&quot; o &quot;B&quot;'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113503168711478230</id><published>2005-12-19T23:33:00.000+01:00</published><updated>2005-12-19T23:36:06.656+01:00</updated><title type='text'>Kaire</title><content type='html'>KAIRE&lt;br /&gt;“Significa di per sé ‘gioisci’, ‘rallegrati’. Solo con questo dialogo dell’Angelo con Maria comincia realmente il Nuovo Testamento. Così possiamo dire che la prima parola del Nuovo Testamento è ‘gioisci’, ‘rallegrati’, è ‘gioia’”. “Dio è vicino a noi, così vicino che si fa bambino”.E se il mondo di oggi è dominato da paure ed incertezze è la gioia di questo Dio vicino all’uomo a spazzarle via, una gioia profonda che cambia la vita:“La gioia è il vero dono di Natale, non i costosi doni che costano tempo e soldi, ma la gioia. E la gioia possiamo comunicarla in modo semplice: con un sorriso, con un gesto buono, con un piccolo aiuto, con un perdono”.&lt;br /&gt;“NON TEMERE”&lt;br /&gt;L’angelo rassicura Maria sul compito che Dio le ha affidato. “Questo nostro mondo è un mondo di paure: paura della miseria e delle povertà, paura delle malattie, delle sofferenze, paura della solitudine, paura della morte. Possiamo cadere, ma alla fine cadiamo nelle mani di Dio. E le mani di Dio sono buone mani”.&lt;br /&gt;"ECCOMI"&lt;br /&gt;Il si di Maria: “Eccomi, sono la serva del Signore…”. E’ come dire sia fatta la tua volontà, Signore, “Maria dice sì alla volontà grande, apparentemente troppo grande, per un uomo. Questo sì che appare talvolta così difficile. Vogliamo preferire la nostra volontà”.&lt;br /&gt;"FARE LA VOLONTA' DI DIO"&lt;br /&gt;“Appare inizialmente come un peso quasi insopportabile, un giogo non da portare, ma in realtà non è un peso la volontà di Dio. La volontà di Dio ci dona ali per volare in alto”.&lt;br /&gt;Benedetto XVI - Sintesi Omelia nella Parrocchia S. Maria Consolatrice 18/12/2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113503168711478230?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113503168711478230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113503168711478230' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113503168711478230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113503168711478230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/12/kaire.html' title='Kaire'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113256866693961993</id><published>2005-11-21T11:23:00.000+01:00</published><updated>2005-11-21T11:24:26.956+01:00</updated><title type='text'>Dignita' uomo non in geni Dna</title><content type='html'>Presente da fecondazione, non diminuita da difetti genetici (ANSA)-ROMA, 19 NOV- La dignita' dell'uomo non si identifica "con i geni del suo Dna" e non diminuisce in presenza di diversita' fisiche o genetiche, dice il papa. Benedetto XVI ha toccato oggi la questione in un discorso ai partecipanti alla 20/ma Conferenza internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute sul genoma umano. Una dignita', ha aggiunto, che e' presente "in ogni fase della vita umana, a cominciare dal primo momento della fecondazione".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113256866693961993?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113256866693961993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113256866693961993' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113256866693961993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113256866693961993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/dignita-uomo-non-in-geni-dna.html' title='Dignita&apos; uomo non in geni Dna'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113222053561607416</id><published>2005-11-17T01:30:00.000+01:00</published><updated>2005-11-17T11:52:25.266+01:00</updated><title type='text'>Sopraffazione verbale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nelle massime e ritratti dei comportamenti umani di Jean La Bruyère spicca un consiglio sullo «spirito della conversazione»: più che mostrarti, lascia che sia l'altro a esprimersi; favorisci il suo discorso, esercita l'arte (tutt'altro che facile) dell'ascolto, non prevaricare con la saccenza o con la superiorità. Alla fine, forse avrai imparato qualcosa, ma avrai sicuramente conquistato una persona e la sua stima.&lt;br /&gt;Jean La Bruyère (1645-1696) - "Les caractères de Thé ophraste"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, è un po' utilitaristico il suo consiglio, ma in tempi in cui si eccede nel contrasto e nella sopraffazione verbale, questa norma non è solo di buon senso ma diventa anche un esercizio di virtù e di rispetto dell'altro. (G.Ravasi Avvenire 16/11/05 Mattutino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capita spesso o, per inclinazione personale o, per "deformazione professionale" di terminare una conversazione con la sensazione di aver monopolizzato il discorso, lasciando gli altri quasi muti, magari per il timore di non riuscire ad esprimere fino in fondo la propria opinione. Ma dietro questa mancanza c'è la matrice ed il cuore di tutti i peccati: LA PRESUNZIONE, quella che ha portato Adamo a pensare di poter essere come Dio nella conoscenza del bene e del male e di poter far quindi a meno di lui. La stessa presunzione che in questo caso ci impedisce l'ascolto dell'altro, perchè non abbiamo nulla da imparare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113222053561607416?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.girodivite.it/antenati/xviisec/_labruye.htm' title='Sopraffazione verbale'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113222053561607416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113222053561607416' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113222053561607416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113222053561607416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/sopraffazione-verbale.html' title='Sopraffazione verbale'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113207360852236521</id><published>2005-11-15T17:53:00.000+01:00</published><updated>2005-11-15T21:00:37.503+01:00</updated><title type='text'>Laicità positiva e radici cristiane</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;La cooperazione tra Stato e Chiesa, dice Benedetto XVI citando le parole di Wojtyla, deve trovare «un centro, un nucleo di significato e di valore intorno al quale possano convergere le diverse posizioni ideologiche e politiche » e questo centro è «la persona umana, con i valori inerenti alla sua dignità individuale e sociale».&lt;br /&gt;Soltanto il cristianesimo si riferisce all’essere umano concreto, senza cittadinanza e senza appartenenze. Ogni affermazione laica di riconoscere i diritti umani ad ogni singolo essere umano, passa per il cristianesimo, perché nessuno prima di Cristo lo aveva mai detto. Anche volendo saltare direttamente all’Illuminismo e alla Rivoluzione Francese, ovvero alla "laicità" dello Stato, bisognerebbe pur sempre ricordarsi che l’inventore ne è stato Gesù ("Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"). Chi avrebbe potuto parlare di libertà, uguaglianza e fraternità, senza di Lui?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;(Vedi qui più indietro &lt;a href="http://varluga.blogspot.com/2005/10/laicit-positiva-dello-stato.html"&gt;http://varluga.blogspot.com/2005/10/laicit-positiva-dello-stato.html&lt;/a&gt; )&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113207360852236521?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113207360852236521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113207360852236521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113207360852236521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113207360852236521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/laicit-positiva-e-radici-cristiane.html' title='Laicità positiva e radici cristiane'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113192016973199506</id><published>2005-11-13T23:10:00.000+01:00</published><updated>2005-11-13T23:17:39.463+01:00</updated><title type='text'>Giudaico cristiane le origini della dignità umana</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Gli occidentali non percepiscono più né il concetto di dignità dell’uomo né l’origine storica in cui tale concetto si è formato. &lt;strong&gt;Da dove deriva il concetto di dignità della persona? Non certamente dalla tradizione greca, non esattamente da quella romana ma indiscutibilmente dalla religione giudaica e dalla religione cristiana&lt;/strong&gt;”.&lt;br /&gt;Un errore dunque non aver introdotto nel preambolo della Costituzione europea le “radici cristiane” in nome di una presunta nobile causa: la tolleranza.&lt;br /&gt;Come ricorda lo stesso Pera citando ancora Benedetto XVI: &lt;strong&gt;“la tolleranza senza verità è ipocrisia”&lt;/strong&gt;. Qui si tratterebbe, infatti, di annichilire le nostre origini per non mancare di rispetto agli altri popoli. Singolare comportamento, ad avviso di Pera, dato che gli islamici ci accusano non tanto per la nostra religione quanto per il fatto di non aver religione… per la secolarizzazione imperante.&lt;br /&gt;Marcello Pera, all'inaugurazione del Collegio Celimontano di Roma - 10/11/05&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113192016973199506?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113192016973199506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113192016973199506' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113192016973199506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113192016973199506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/giudaico-cristiane-le-origini-della.html' title='Giudaico cristiane le origini della dignità umana'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113129987445145408</id><published>2005-11-06T18:57:00.000+01:00</published><updated>2005-11-06T18:58:00.780+01:00</updated><title type='text'>La forza risanatrice dell'amore</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-post"&gt;L'amore avanza delle pretese cui non devo resistere in difesa di un'identitá immutabile. Devo perdermi sempre da capo, accettando la purificazione e le ferite che mi infligge. Questa capacitá di fare scaturire dalle ferite potenzialitá inespresse, é parte della grandezza, della forza risanatrice dell'amore.&lt;br /&gt;Ratzinger - "Dio e il Mondo", pg 75.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113129987445145408?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113129987445145408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113129987445145408' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113129987445145408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113129987445145408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/la-forza-risanatrice-dellamore.html' title='La forza risanatrice dell&apos;amore'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113154432057243617</id><published>2005-11-03T14:51:00.000+01:00</published><updated>2005-11-12T15:54:19.380+01:00</updated><title type='text'>La morte. Ultimo tabù della TV</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il “caro estinto” è sempre più caro. Come il caffè e le zucchine. Questo – più o meno – il contenuto dei servizi dei tiggì nel giorno della commemorazione dei morti, il 2 novembre. La superficialità sembra un comandamento: meglio buttarla in vacca (è colpa del governo anche il morire), se no qualcuno potrebbe addirittura riflettere sul senso della vita. Non sia mai.Il piccolo schermo decisamente non aiuta a capire l’evento che pure coinvolge, intimamente, milioni di italiani. Non che la tv non si occupi della morte. Se ne occupa fin troppo, ossessivamente, ogni giorno ci rovescia in casa una valanga di morti ammazzati e varie scene di macelleria. Addirittura con punte di horror, perfino negli spot pubblicitari. Ma è la morte simulata, la dose omeopatica di morte che ci viene somministrata per aiutarci ad addomesticarla, a censurarla, a neutralizzarla (illusoriamente). Secondo le statistiche ogni bambino italiano, prima di aver terminato la scuola elementare, vede in media in televisione 8.000 omicidi (ripeto: ottomila) e circa 100.000 atti di violenza (centomila!). Ma lo stesso bambino verrà accuratamente preservato da ogni contatto con la morte naturale, cosa che invece era del tutto normale nella famiglia patriarcale contadina che – solo fino a quarant’anni fa – era la più diffusa in Italia. Dove la nascita e la morte erano liturgie grandi e vissute da tutti. Insieme. Neanche la morte era uno spettacolo scioccante. La morte era parte del grande rito della vita. Quell’evento vissuto con l’antico cuore cristiano metteva in grado anche un povero contadino, che non era andato oltre il suo villaggio delle Langhe o del Salento, di “filosofare” come e meglio di Heidegger. La sapienza infatti non va confusa con l’erudizione o con le alchimie del sofista. La sapienza significa conoscere il perché delle cose, il senso dell’esistenza. E, anche se non erano mai andati oltre il proprio campicello e il proprio villaggio, la Bibbia bastava ai nostri vecchi per sapere ciò che conta. Oggi una copia di un quotidiano – secondo i calcoli degli studiosi – contiene la stessa quantità di informazioni di cui disponeva un uomo nel Cinquecento nell’arco dell’intera esistenza.Ma possiamo dire che questa gran quantità di informazione ci rende saggi e felici? No. Ci rende solo informati. Ed essere solo più informati può essere anche disperante. Oggi la morte è al tempo stesso un evento censurato e nascosto come evento reale, come esperienza personale, ed è un fatto esibito ossessivamente come finzione o come notizia (non è raro cenare – alla sera – davanti a immagini dei tiggì che mostrano cadaveri malconci, pozze di sangue e altri particolari analoghi). Cosicché l’effetto è narcotizzante: la morte viene esorcizzata come fosse un reality. Un mondo artificiale. E’ lo stesso meccanismo delle immagini televisive a produrre questo effetto.Pierre Bordieu notava che “uno dei maggiori problemi posti dalla televisione è il rapporto fra pensiero e velocità”. Tutti i meccanismi dei programmi televisivi sono fondati sulla velocità. Peraltro si sa che la soglia massima di attenzione del telespettatore è di circa 40 secondi (o giù di lì) e fare un discorso con tre passaggi logici è già un’impresa suicida che l’indomani l’Auditel castigherà.Per ottenere un buon risultato di share (su questo vive la tv) bisogna mantenere viva l’attenzione degli spettatori e ciò impone di passare alla massima velocità possibile da un’ “attrazione” all’altra. McLuhan ha spiegato che la prima azione della tv non avviene a livello dei contenuti, ma del medium stesso. I continui cambi di immagine e le sequenze sollecitano a ripetizione la nostra attenzione, ma senza mai permettere al cervello di concettualizzare, perché il nostro sistema nervoso ha bisogno di una maggior quantità di tempo.Derrick de Kerchove in “Brainframes” ha spiegato come l’impedirci reazioni verbalizzate è particolarmente utile nel messaggio pubblicitario. Ma ormai il raffinato linguaggio della pubblicità ha assorbito e colonizzato tutti gli altri. I prodotti (compreso i tiggì) “sono concepiti” spiega Bauman “per ottenere il massimo impatto e una istantanea obsolescenza.Devono attrarre e sorprendere, ma possono contare su un arco di vita brevissimo”. E’ quella che George Steiner definisce “cultura da casinò” dove “i giochi sono tutti veloci e si susseguono gli uni agli altri a ritmo serrato”.Aggiunge Bauman: “questo è il gioco della vita come appare in tv. La cultura da casinò dell’istantaneità e dell’episodicità segna (anche) la fine della politica così come la conosciamo. La nostra è un’epoca di fast food, ma anche di persone che pensano e parlano a grande velocità”.Questo mordi e fuggi descrive la nostra stessa vita. Il nostro rapporto con gli oggetti. A differenza di ogni altra specie animale, che trova in natura la risposta a tutti i suoi bisogni, l’uomo è l’unica creatura il cui desiderio è sempre inappagato, perché è più grande di tutte le possibilità di appagamento esistenti.La possibilità tecnologica attuale di produrre una serie infinita di oggetti da possedere e consumare permette di narcotizzare questa originaria insoddisfazione. Non potendo possedere l’oggetto di piacere infinito che bramiamo (l’Assoluto, Dio), tentiamo di possedere una infinita serie di cose, piaceri e persone.E’ la logica esistenziale del don Giovanni. Già sant’Agostino ne aveva colto la traiettoria: “Tu, o Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”.La morte fa pensare alla finitezza di tutte le cose e all’infinità del nostro desiderio di vita. La morte ci parla della vita e di noi. Eluderne l’incombenza significa dunque fuggire da noi stessi che è la nostra occupazione quotidiana.&lt;br /&gt;Antonio Socci - Il Giornale - 3 novembre 2005&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113154432057243617?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113154432057243617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113154432057243617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113154432057243617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113154432057243617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/la-morte-ultimo-tab-della-tv.html' title='La morte. Ultimo tabù della TV'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113095134029573692</id><published>2005-11-02T18:06:00.000+01:00</published><updated>2005-11-02T18:11:42.090+01:00</updated><title type='text'>Felice è l'uomo che dona</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Felice è l'uomo che dona, che non prende la vita per se stesso, ma dona. Felice è l'uomo misericordioso, felice è l'uomo che vive nell'amore di Dio e del prossimo. Così viviamo bene, perché siamo nella felicità di Dio, che dura per sempre". Nel giorno della commemorazione dei defunti, ha spiegato Benedetto XVI, si è più portati a pensare alla morte ma, il salmo 111 ci ricorda che è felice l'uomo che dona: "La docilità a Dio è, quindi, radice di speranza e di armonia interiore ed esteriore". &lt;/div&gt;Benedetto PP XVI - Vaticano, 2 novembre 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113095134029573692?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113095134029573692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113095134029573692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113095134029573692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113095134029573692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/felice-luomo-che-dona.html' title='Felice è l&apos;uomo che dona'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113093806575597311</id><published>2005-11-02T14:27:00.000+01:00</published><updated>2005-11-02T17:16:11.056+01:00</updated><title type='text'>L’ORA DELLA MORTE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quando diciamo che l’ora della morte è incerta, rappresentiamo quell’ora come situata in uno spazio vago e lontano. Essa non ha per noi nessun rapporto con la giornata già iniziata… Per noi è impossibile che accada proprio questo pomeriggio in cui l’impiego di tutte le ore è già stato tutto ben definito.Quanto è vero quello che scrive il famoso scrittore francese Marcel Proust nei Guermantes, una parte del suo capolavoro Alla ricerca del tempo perduto! Quando pensiamo alla nostra morte – e lo facciamo rarissimamente – la immaginiamo relegata in una data remota e astratta, che non ha nulla a che vedere con le giornate che stiamo vivendo, già ben programmate e fitte di impegni. E invece dovremmo sapere che sarà proprio in un giorno normale, forse neppure così lontano nel tempo, che la morte si presenterà davanti a noi, anzi, dentro di noi, per strapparci da questo orizzonte e da un’esistenza che forse aveva ancora tanti progetti da compiere.Per questo è necessario superare quella sorta di censura attorno all’«ora della morte» e, in una giornata simbolica come questa, è utile sostare alcuni istanti e riflettere per ordinare la vita non solo secondo gli impegni quotidiani ma anche secondo quella meta estrema. Francesco Petrarca in una lettera latina a Boccaccio confessava: «Spero che la morte mi colga mentre sono intento a leggere o a scrivere o, se a Dio piacerà, mentre prego e piango». &lt;strong&gt;La morte bella è quella che si attua mentre siamo con la coscienza in pace, posti nel cuore delle azioni o nella quiete della preghiera ma con la serenità interiore. E questo è possibile solo se ci si prepara ogni giorno con una vita giusta e fedele.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;G. Ravasi - Mattutino Avvenire.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Capita però che proprio nell'ora della morte il maligno si faccia più insidioso, per questo nell'Ave Maria chiediamo che Lei preghi per noi adesso e nell'ora della nostra morte. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113093806575597311?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.db.avvenire.it/pls/avvenire/rss_rubriche.rss_redir?id=23305' title='L’ORA DELLA MORTE'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113093806575597311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113093806575597311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113093806575597311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113093806575597311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/lora-della-morte.html' title='L’ORA DELLA MORTE'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113093680474132913</id><published>2005-11-01T14:05:00.000+01:00</published><updated>2005-11-02T14:26:39.226+01:00</updated><title type='text'>DAVANTI AL MISTERO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;«La malattia resta incomprensibile, come lo è il dolore; la sofferenza e la morte pongono interrogativi che si risolvono soltanto lasciandoli senza risposta: si resta in silenzio di fronte alla malattia grave. La domanda che nasce nel malato è: perché a me e non a un altro? Perché proprio adesso? Quesiti che si pongono con tanta virulenza persone di qualsiasi religione, credenti e non credenti; chi accetta la sua condizione senza disperarsi, senza attendere la risposta contenuta misteriosamente nella domanda stessa, fa il salto in quella salvezza che si ritrova nella fede».&lt;/strong&gt; Parla con passione, suor Giusy Stevanin, raccontando la sua esperienza quotidiana nella duplice veste di religiosa (delle Ancelle della Carità) e medico. Confrontandosi con i momenti ultimi dell'esistenza, suor Giusy ha constatato che «la spiritualità è insita nell'uomo e si esprime con simboli, riti, espressioni differenti: i musulmani, ad esempio, si purificano con abluzioni prima e dopo il contatto con la salma, che viene preparata con lavaggi particolari e poi avvolta in un lenzuolo; il rito si svolge in privato, alla presenza dei familiari». Talvolta proprio gli immigrati, cristiani o musulmani, vivono più serenamente e «naturalmente» il momento del trapasso: «Per loro, spesso abituati a soffrire, la morte fa parte della vita quotidiana - evidenzia la religiosa -. &lt;strong&gt;Invece la nostra cultura e società, in cui tutto fa riferimento al piacere, al benessere, allo star bene, hanno rimosso la sofferenza. E da un decennio a questa parte la mentalità corrente rende più grave, difficile e regressiva l'esperienza del dolore. Bisogna apparire, produ rre, essere sempre pimpanti; ma non è la realtà. La sofferenza viene accantonata e rimossa, ma fa parte di noi. E si dimentica che non si può comprare la salute&lt;/strong&gt;». In ogni caso, «anche in chi ha fede nelle ultime ore compare la paura dell'ignoto»: suor Giusy l'ha riscontrato in pazienti appartenenti a diverse religioni e culture, perché «malattia e morte ti pongono sempre l'interrogativo su chi è Dio e chi è l'uomo;&lt;strong&gt; il problema che si pone alla fede è quello di conciliare giustizia e bontà divina con la sofferenza&lt;/strong&gt;». Un dramma del dubbio che «urla» soprattutto nelle persone più giovani. Una 35enne, pochi giorni prima della sua morte, ha raccontato alla suora-medico: «Quando mi hanno detto per la prima volta che avevo il cancro, la paura ha preso il sopravvento; provavo molta rabbia, dentro di me la vita si ribellava. Ora, nonostante la mia sofferenza, scopro di amare ogni secondo e di ringraziare Dio per ogni attimo. Solo per questo penso valga la pena il mio morire». Suor Giusy ricorda anche la storia di un uomo 40enne, sposato con figli: «Sentiva dentro di sé che stava morendo: lo avverte ogni malato; ha deciso di riavvicinarsi alla fede, si è confessato, poi ha chiamato accanto a sé la famiglia per condividere la gioia di quel momento. Spesso queste conversioni sono i miracoli che vediamo: in un letto, alla fine della propria storia, si fanno i conti con se stessi e con Dio, rivedendo il proprio passato. &lt;strong&gt;Anche chi non ha fede, se accompagnato durante la fase ultima della malattia, muore con dignità&lt;/strong&gt;». Contribuiscono l'ambiente sereno, un'adeguata terapia del dolore, la vicinanza del personale e l'amore dei familiari: «Qui non ho mai visto morire persone disperate - testimonia la religiosa -. E i loro cari, che accompagniamo nell'elaborazione del lutto, ci ringraziano perché non si sentono più soli».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Laura Badaracchi - Avvenire.it 01/11/2005&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113093680474132913?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2005_11_01/articolo_591566.html' title='DAVANTI AL MISTERO'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113093680474132913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113093680474132913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113093680474132913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113093680474132913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/davanti-al-mistero.html' title='DAVANTI AL MISTERO'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113093666678499709</id><published>2005-11-01T14:02:00.000+01:00</published><updated>2005-11-02T14:27:00.096+01:00</updated><title type='text'>Oltre la disperazione di un lutto tragico e inatteso: in un libro alcune strade per aiutare a ritrovare la vita</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Silvia ha lasciato i suoi 25 anni su una moto, Claudia è morta di cancro poche settimane dopo la diagnosi. Che cosa si può dire o fare per donare consolazione a chi resta paralizzato dalla morte di un figlio, del fidanzato, dei compagni di classe? Qualche valida risposta la offre, col rispetto profondo di quel dolore e la liberante prospettiva della speranza cristiana, Tiziano Civettini nel volume «Un posto a occidente» (Ancora, pagine 112, euro 9). Teologo ma anche sociologo, Civettini non si rifugia in un trattato sull'escatologia o sulla cultura contemporanea; attinge piuttosto ai suoi vent'anni d'esperienza come insegnante di religione per prospettare un accompagnamento. E parte da quel giorno tragico, dalla condivisione muta dello sgomento improvviso: «Abbiamo ancora negli occhi un loro sguardo di pura gioia di vivere, sentiamo quasi il loro giovane alito e le loro voci che ci sfiorano». Civettini è convinto che non si debba rinnegare quel vuoto, per far intravedere la speranza: «&lt;strong&gt;È necessario concedere la parola alla disperazione e alla rabbia - spiega - altrimenti mettono radici profonde nel cuore e lo tengono prigioniero per sempre&lt;/strong&gt;. Se invece si dà loro voce, dopo, ci può essere la possibilità di guardare in alto». &lt;strong&gt;Ci sono tempi da rispettare&lt;/strong&gt;, per farsi «amico silenzioso» che aiuta genitori e compagni a evitare le insidiose scorciatoie del ricorso ai medium o le fughe in correnti di pensiero debole che negano non solo l'anima ma anche il corpo. &lt;strong&gt;Se la rimozione psicologica della morte è sempre più favorita da frasi stereotipate, vuote, i cristiani dovrebbero andare al cuore della gente, utilizzando il vocabolario della speranza&lt;/strong&gt;. Anche certe espressioni del linguaggio religioso hanno perso forza comunicativa - osserva Civettini, diacono permanente e direttore della Scuola diocesana di formazione teologica - pure alcuni segni si sono estenuati. Ma &lt;strong&gt;la tappa decisiva di questo percorso di empatia sta nel prendere in mano le pagine del Vangelo, «che non illudono mai&lt;/strong&gt;». Leggere insieme la Bibbia, da Giobbe al figlio della vedova di Naim, aiuta a riconoscere la fedeltà tenera di Dio, a credere nella resurrezione del corpo, a sentirsi creati unicamente per il paradiso. Scoprire la buona notizia ha portato dopo il lutto molti genitori o amici a «perdonare Dio»: un'esperienza di amore liberante che ridà la forza di vivere e di aiutare gli altri intorno a vivere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diego Andreatta - Avvenire.it 01/11/2005&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113093666678499709?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.db.avvenire.it/pls/avvenire/ne_cn_avvenire.c_leggi_articolo?id=591568&amp;id_pubblicazione=4' title='Oltre la disperazione di un lutto tragico e inatteso: in un libro alcune strade per aiutare a ritrovare la vita'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113093666678499709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113093666678499709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113093666678499709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113093666678499709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/11/oltre-la-disperazione-di-un-lutto.html' title='Oltre la disperazione di un lutto tragico e inatteso: in un libro alcune strade per aiutare a ritrovare la vita'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113023855792549259</id><published>2005-10-25T13:09:00.000+02:00</published><updated>2005-11-02T14:09:49.710+01:00</updated><title type='text'>Una missione di Benedetto XVI: far assimilare nella Chiesa il patrimonio di Giovanni Paolo II</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“Parlando dell’eredità del Papa (Giovanni Paolo II  n.d.r.), ho dimenticato di parlare dei tanti documenti che ci ha lasciato – 14 Encicliche, tante Lettere Pastorali e tanti altri – e tutto questo rappresenta un patrimonio ricchissimo che non è ancora sufficientemente assimilato nella Chiesa. Io considero proprio una mia missione essenziale e personale di non emanare tanti nuovi documenti, ma di fare in modo che questi documenti siano assimilati, perché sono un tesoro ricchissimo, sono l’autentica interpretazione del Vaticano II”&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Benedetto PP XVI -  20 ottobre 2005 – Intervista alla televisione pubblica polacca&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113023855792549259?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113023855792549259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113023855792549259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113023855792549259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113023855792549259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/10/una-missione-di-benedetto-xvi-far.html' title='Una missione di Benedetto XVI: far assimilare nella Chiesa il patrimonio di Giovanni Paolo II'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113014811050608879</id><published>2005-10-24T12:01:00.000+02:00</published><updated>2005-10-24T21:18:17.440+02:00</updated><title type='text'>Laicità positiva dello Stato</title><content type='html'>&lt;div class="Section1"&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La “laicità positiva” dello Stato, che garantisca ad ogni cittadino il diritto di vivere la propria fede religiosa con autentica libertà anche in ambito pubblico.&lt;br /&gt;Benedetto PP XVI &lt;em&gt;-&lt;/em&gt; Vaticano, 11 ottobre 2005&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113014811050608879?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113014811050608879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113014811050608879' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113014811050608879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113014811050608879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/10/laicit-positiva-dello-stato.html' title='Laicità positiva dello Stato'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-4867450574302085874</id><published>2005-10-23T23:36:00.000+02:00</published><updated>2007-10-01T23:41:36.396+02:00</updated><title type='text'>Fede e Ragione</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_m-lgUSOVOaw/RwFphXDrvSI/AAAAAAAAAAY/cDYBTBYJTok/s1600-h/F%26C.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116486673515658530" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_m-lgUSOVOaw/RwFphXDrvSI/AAAAAAAAAAY/cDYBTBYJTok/s200/F%26C.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. "Fides et Ratio" - Ioannes Paulus PP II - 14 settembre 1998&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-4867450574302085874?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/4867450574302085874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=4867450574302085874' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4867450574302085874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/4867450574302085874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/10/fede-e-ragione.html' title='Fede e Ragione'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_m-lgUSOVOaw/RwFphXDrvSI/AAAAAAAAAAY/cDYBTBYJTok/s72-c/F%26C.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18208829.post-113017745696969832</id><published>2005-10-22T17:30:00.000+02:00</published><updated>2007-10-01T23:25:01.351+02:00</updated><title type='text'>Fede e Cultura</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/8120/1773/1600/vl2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/8120/1773/200/vl2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta.&lt;br /&gt;Ioannes Paulus PP II - 20 maggio 1982&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa affermazione parte oggi il mio blog, per contenere appunti e riflessioni nel quotidiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18208829-113017745696969832?l=granellidisenape.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://granellidisenape.blogspot.com/feeds/113017745696969832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18208829&amp;postID=113017745696969832' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113017745696969832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18208829/posts/default/113017745696969832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://granellidisenape.blogspot.com/2005/10/fede-e-cultura.html' title='Fede e Cultura'/><author><name>vlan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02990390649383646404</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-M-oK4wt5FEc/TgDB1vLbXqI/AAAAAAAAADI/y9n2y05gEZE/s220/Vito52011.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
